Antartide: meno ghiaccio e più tempeste
Il riscaldamento globale comporta lo scioglimento del permafrost e, di conseguenza, la riduzione della quantità di ghiaccio e l’aumento delle tempeste. Una situazione allarmante che, con il passare del tempo, è diventata una vera e propria emergenza mondiale.

Ciò che sa accadendo in Antartide è un vero e proprio effetto domino: il ghiaccio marino si riduce e, di conseguenza, le tempeste aumentano. Queste sono le previsioni future delle quali, purtroppo, non si conosce ancora l’entità; tuttavia, gli studiosi stanno cercando di capire in che modo lo scioglimento e il conseguente scioglimento dei ghiacci possano influire sugli scambi di calore tra aria e mare.
La ricerca su Nature
A rivelare tutto questo è una ricerca pubblicata recentemente su Nature, basata su dati meteorologici e satellitari delle acque antartiche. I ricercatori del National Oceanography Centre di Southampton (nel Regno Unito) hanno analizzato la portata e la conseguente perdita di ghiaccio marino in Antartide negli ultimi anni, soprattutto nel corso del 2023.
Finora, gli scienziati si erano concentrati più sulle cause della perdita di ghiaccio e non sulle conseguenze, in particolare su come la riduzione di ghiaccio influisca sugli scambi di calore tra aria e mare. In questo caso, invece, gli autori sottolineano anche una netta perdita di calore delle acque e un cambiamento nelle tempistiche: il massimo della perdita si registra, adesso, da aprile a giugno, in contrasto con la formazione di ghiaccio nell’inverno artico. E non finisce qui:
Gli eventi importanti di perdita di calore sono fondamentali per avviare la convezione oceanica e influenzare le tempeste atmosferiche. Pertanto, il passaggio a eventi estremi più frequenti nel 2023 ha il potenziale per influenzare sostanzialmente sia l’oceano che l’atmosfera.
In effetti, è proprio quello che si è verificato negli ultimi anni: la perdita di calore, a livello atmosferico, avrebbe causato più tempeste. E si sa, le tempeste che si sono verificate ultimamente hanno provocato danni ingenti a tutti i Paesi e alle popolazioni coinvolte, senza esclusione di colpi.
Gli effetti sulle acque
La drammatica perdita di calore da parte delle acque oceaniche, inoltre, potrebbe avere un impatto anche sulle acque stesse: la perdita di ghiaccio, infatti, altera la salinità, la temperatura e la densità delle acque, influenzando di conseguenza la circolazione oceanica e la capacità dell’Oceano antartico di assorbire anidride carbonica.
Secondo gli studiosi, è ancora presto per capire se ci troviamo all’inizio di un cambiamento con conseguenze a lungo termine, ma già adesso si verificano eventi significativi delle condizioni di estrema perdita di calore invernale. In futuro, infatti, le ripercussioni potrebbero coinvolgere anche tutto l’emisfero settentrionale.

Il riscaldamento globale, tra gli effetti del cambiamento climatico, non può più essere sottovalutato: tra ondate di calore ed eventi estremi, che si verificano con sempre maggiore frequenza, necessita di interventi immediati e, soprattutto, efficaci nel lungo termine.