Italia: 350 eventi estremi nel 2024

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Facendo un resoconto degli avvenimenti del 2024, in Italia si contano circa 350 eventi estremi legati al cambiamento climatico. In cima alla classifica delle regioni maggiormente colpite l’Emilia Romagna, seguita da Lombardia e Sicilia.

Tempesta
Photo by Pixabay

Per la precisione, sono 351 gli eventi estremi che hanno coinvolto l’Italia nel corso del 2024, con un incremento del 485% rispetto al 2015 (anno dell’Accordo di Parigi). I danni principali sono stati causati da siccità prolungata (+54,5% rispetto al 2023), esondazioni fluviali (+24%) e allagamenti (+12%).

La regione italiana più colpita è indubbiamente l’Emilia Romagna, sopratutto le province di Bologna e Ravenna. Seguono le città di Roma, Torino e Palermo.

Crisi climatica in continuo peggioramento

Tralasciando i singoli numeri, è molto importante notare la tendenza in atto: nel 2024, per il terzo anno di seguito, si sono verificati più di 300 eventi estremi in Italia, il che dimostra un peggioramento della cristi climatica.

A confermarlo anche un recente studio sui risarcimenti assicurativi: i 10 disastri climatici più costosi del mondo hanno comportato 229 miliardi di dollari di danni e la morte di 2mila persone. I tre quarti di questi danni finanziari si sono verificati negli Stati Uniti dove, tra l’altro, si sono verificate due tempeste responsabili di oltre 50 miliardi di dollari: gli uragani Helene e Milton.

Italia impreparata

Stando al rapporto Osservatorio Città Clima, Legambiente ha voluto sottolineare le gravi responsabilità politiche per quanto accaduto del 2024:

Il nostro Paese si è fatto trovare ancora una volta impreparato. Il governo Meloni, in oltre due anni di attività, non ha messo in campo nessuna strategia di prevenzione con interventi mirati, che permetterebbero di risparmiare il 75% delle risorse spese per riparare i danni post emergenza, e non ha stanziato i finanziamenti necessari per le azioni prioritarie del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), fondi non previsti neanche nella legge di bilancio appena approvata. Auspichiamo che nel 2025 da parte dell’esecutivo ci sia un’assunzione di responsabilità diversa nella lotta alla crisi climatica: servono più risorse economiche e interventi su prevenzione, mitigazione e adattamento”.

Tempesta, Sabbia
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Ed è quello che tutti speriamo: che si combatta per ridurre l’inquinamento climatico e le emissioni di CO2, che si possano preservare gli habitat naturali e, ovviamente, che si possano salvare milioni di persone in tutto il mondo.

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