Allergie: situazione in peggioramento e maggiori difficoltà

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Che in estate le allergie siano un must per chi ne soffre è un dato di fatto. Peccato, però, che il cambiamento climatico stia aggravando la situazione, aumentando i sintomi e prolungandone la durata.

Polline
Photo by Bru-nO – Pixabay

Starnuti, naso che cola, occhi gonfi, talvolta mal di gola e prurito diffuso in tutto il corpo: sono questi i principali sintomi di chi soffre di allergie che, in estate, tendono a manifestarsi con maggiore frequenza arrivando a rovinare le vacanze di molte persone. E adesso ci si mette anche il cambiamento climatico che, tra aumento delle temperature e incremento delle concentrazioni di anidride carbonica, favorisce la produzione di polline da parte delle piante anticipando e prolungando la stagione allergica.

Sintomi più intensi e prolungati

La produzione di polline è altamente influenzata dalle alte temperature e dai livelli di anidride carbonica; quando il termometro sale molte piante, ambrosia compresa, hanno la tendenza di produrre maggiori quantità di polline e il tutto viene amplificato dall’incremento dei livelli di anidride carbonica dell’atmosfera. La CO2 è, infatti, un ottimo fertilizzante per le piante.

La conseguenza? Chi soffre di allergie, in particolare quelle respiratorie, accusa sintomi più intensi e prolungati e vive con estremo disagio l’intera stagione. Quest’ultima, tra l’altro, si prolunga: le piante iniziano a produrre polline in primavera e continuano fino ad autunno inoltrato.

Ecco perché la stagione delle allergie si estende, tanto che in alcune zone del Nord America ha una durata di 3 settimane in più rispetto a una decina di anni fa. Ovviamente, l’impatto sulla vita di chi è affetto da allergie è significativo e il ricorso alle terapie mediche è sempre più frequente.

Le conseguenze su salute e qualità della vita

A differenza di quanto si possa pensare, le allergie stagionali non comportano solo starnuti e naso che cosa; possono essere talmente intense da provocare ulteriori effetti negativi sulla salute, come disturbi del sonno e aumento dell’ansia.

Tra l’altro, dormire poco e male per via dei sintomi allergici può indubbiamente influire sulle performance quotidiane, riducendo la capacità di concentrazione e produttività e uno stato di ansia perenne non fa altro che aggravare ancora di più la condizione. Secondo alcuni studi condotti presso il Center for Planetary Health and Environmental Justice presso l’Università del Minnesota, basta un solo giorno in più di sintomi causati da allergie stagionali per provocare disagio in chi ne soffre. E qui si parla addirittura di intere settimane.

Allergie stagionali
Photo by zeshdo – Pixabay

Serve maggiore consapevolezza

Il cambiamento climatico sta interferendo tantissimo con la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Le alte temperature e i livelli sempre più elevati di anidride carbonica non fanno altro che intensificare e prolungare la produzione di polline, rendendo impossibile lo svolgimento anche delle più semplici attività quotidiane. Tra l’altro, inquinamento e cambiamento climatico aumentano anche i casi di dermatite atopica, che rientra appieno tra le allergie stagionali. É per questo che serve un intervento immediato dal punto di vista sia sanitario, sia ambientale, affinché si limitino quanto più possibile gli effetti negativi sulla salute di adulti e bambini.

Allergie: situazione in peggioramento e maggiori difficoltà: foto e immagini