Allarme oceani: temperature fuori controllo
Oceani, nuovo dato allarmante! Un trend sempre in accelerazione quello che coinvolge l’innalzamento delle temperature delle acque oceaniche. A spaventare sono le colonnine di mercurio che mostrano un quadro preoccupante, con frequenze di valori altissimi per la durata anche di 450 giorni.

L’acqua è spesso un sintomo per capire lo stato di salute che avvolge il nostro pianeta. Si, perché se siamo fatti in larga parte d’acqua, proprio questo elemento è quello che con gli sconvolgimenti climatici ha patito maggiormente la morsa del surriscaldamento globale. Infatti, se questo fenomeno ha colpito il nostro ecosistema, contaminandolo con l’innalzamento del livello delle acque e compromettendo la biodiversità e la fauna marina e oceanica.
Gli oceani costituiscono il principale oggetto di ricerca di materiali carbonfossili, per intenderci petrolio e affini, nonostante le politiche e le manovre green. Trivellazioni che sempre presenti, hanno trasformato il territorio e i fondali dei nostri oceani, con effetti catastrofici.
Un fattore che sta mettendo il piede sull’acceleratore e che proprio gli oceani appaiono maggiormente coinvolto, con ripercussioni che si stagliano su quelle specie che popolano gli ambienti, fintanto ad alterare quelle caratteristiche che permettono la sopravvivenza stessa di piante e animali.
Oceani, temperature in ebollizione
Un nuovo studio ci mette in allerta sulla salute in peggioramento degli oceani. Stando a quanto pubblicato su Environmental Research Letters, nell’arco di un quarantennio le acque oceaniche hanno subito un impennata delle temperature crescente, aumentando fino a quadruplicarsi.
Un trend allarmante, dalle ricerche emerge un punto preoccupante. La velocità con cui le temperature crescono ha assunto un ritmo vertiginoso, soprattutto se osservato in base alla durata e alla continuità.
Svolto dall’università di Reading, questo studio rivela che dagli anni 80′, precisamente dalla metà del decennio 80’s, il moto ha trovato un passaggio brusco, in cui dal 0.06°C costante per ogni decennio, ha visto il passaggio allo 0,027°C nell’ultimo decennio. E non accenna a calare, effetti che saranno nefasti e irreversibili per clima e ambiente.
Cause ed effetti

Secondo lo studio, i primi agenti a questa situazione degli oceani con temperature sprint a ritmi forsennati è dovuta ad un più grande flusso di gas serra e alle difficoltà per il pianeta di assorbirli e di rifletterlo all’esterno. Quindi, si comprende come incida sul surriscaldamento crescente, trasformando le acque oceaniche in una pentola a pressione. Dalle ricerche, intanto, si coglie come tra il 2023 e il 2024 il frame è stato così virulento da arrivare a mantenere una temperatura costante per 450 giorni consecutivi, oltre un anno e tre mesi. Un record negativo che spaventa gli scienziati.
E non va meglio per gli abitanti dell’oceano. Gli animali abitanti gli oceani, dai grandi predatori come orche, balene e delfini diventano prede e vittime di questo processo, disorientandosi fino a trovare tragici epiloghi sulle spiagge. Non meglio per la stessa natura subacquea, con incidenza sulla distruzione di specie vegetali o di molluschi.