Aiutano il clima: l’importanza dei giardini privati
I giardini privati possono sembrare irrilevanti nell’adattamento climatico globale, ma possono ricoprire un ruolo più che importante, invece. A dimostrarlo è uno studio belga, che ha analizzato l’impatto delle azioni dei singoli sull’adattamento climatico globale. Ecco cosa fare, partendo dal proprio spazio esterno privato.

Quando qualcosa cambia, ci si deve adattare per continuare a sopravvivere, e per farlo nel miglior modo possibile. Allo stesso modo, se il clima cambia, è necessario adattare le nostre abitudini alle nuove temperature e alle nuove sfide. Questo non vuol dire accettare passivamente un fenomeno, ma rimboccarsi le maniche per trovare un miglioramento al problema. Se è vero che per affrontare il cambiamento climatico è necessaria un’azione integrata tra governi e aziende, è altrettanto vero che il cambiamento più radicale parte dai singoli cittadini.
Per questo, il ruolo che giocano i privati nell’adattamento climatico è cruciale per ottenere dei risultati promettenti. Lo dimostra uno studio belga, che ha analizzato l’impatto dell’azione dei singoli cittadini sull’adattamento climatico globale: una diversa gestione dei giardini privati, dei balconi e dei terrazzi può fare la differenza, anche senza il contributo delle istituzioni.
Adattamento climatico

Non è affatto sbagliato credere che per contrastare il cambiamento climatico e invertire la rotta è necessario che sia le istituzioni che le aziende facciano qualcosa, e lo facciano subito. Anche i singoli cittadini, però, possono contribuire enormemente all’adattamento climatico: se solo uno si muove, non cambia nulla, ma se a muoversi è una massa, le cose possono cambiare eccome.
Questo è quanto dimostra lo studio dell’Università di Lovanio (Belgio) intitolato Yes, we can! The effect of collective versus individual action framing on the acceptance of hard climate adaptation policy instruments. Lo studio nasce dalla considerazione che, dopo l’anno più piovoso mai visto nelle Fiandre (il 2024), la primavera dell’anno successivo è stata la più secca degli ultimi 132 anni. Analizzando il sistema idrico delle Fiandre, progettato per portare al mare l’acqua piovana in eccesso, e l’incidenza dei giardini privati sul territorio (12% del totale, di cui un quinto è pavimentato), gli studiosi hanno individuato in una partecipazione dei singoli cittadini la risposta ad un miglior adattamento climatico.
L’importanza dei giardini privati

Il team ha valutato che un’imposizione riguardante la rimozione della pavimentazione nei giardini privati, per creare un sistema di drenaggio più efficace che invece di far fluire l’acqua piovana in eccesso verso il mare, la trattenga e immagazzini, sarebbe stato alquanto impopolare tra i cittadini. Motivando gli stessi a prendere parte ad un’azione globale, invece, si può arrivare a risultati nettamente migliori.
Per riuscire in questo intento, è stata realizzata un’infografica che:
- mostra i dati sulla pavimentazione privata;
- associa la pavimentazione privata al caldo, alla siccità e alle inondazioni;
- spiega cosa cambia se ognuno eliminasse 10 mq di pavimentazione dal proprio giardino.
3.389 cittadini sono stati chiamati ad esprimere una preferenza tra 4 proposte politiche riguardanti la pavimentazione dei giardini privati: permessi più rigorosi, applicazione più severa, introduzione di un contributo annuale basato sulla quota di pavimentazione del giardino e l’introduzione di una sovvenzione per eliminare la pavimentazione. Il risultato indica una preferenza per la prima e la terza politica, evidenziando anche l’importanza di una comunicazione efficace che faccia sentire i singoli parte di una comunità, dove l’aiuto di ognuno è importante per tutti.
Il clima è sempre più fuori controllo, e il cambiamento climatico è la prima causa degli eventi disastrosi in Italia. Questo studio dimostra che solo un’azione integrata che coinvolga sia i governi che le aziende e i cittadini, è l’unica via percorribile per fargli fronte.