Cambiamento climatico: prima causa dei disastri in Italia
L’Emilia Romagna è stata recentemente devastata dalle alluvioni, sempre più intense, frequenti e distruttive. E tra le cause rientra indubbiamente il cambiamento climatico.

Gli scienziati di ClimaMeter non hanno alcun dubbio: a provocare le recenti alluvioni che hanno coinvolto l’Emilia Romagna, e non solo, in prima linea si trova il cambiamento climatico, in particolare quello innescato dall’uomo. Perché se in passato poteva essere difficile tirare delle somme su un singolo evento meteorologico, adesso che le catastrofi sono più frequenti è molto più semplice risalire alle cause.
Il mare è troppo caldo
Tra i primi fattori che incidono su eventi come le alluvioni rientra l’innalzamento delle temperature del mare dovuto al riscaldamento globale, in particolare nei mesi successivi all’estate, che può aumentare l’energia degli eventi climatici.
A ciò si aggiungono altri fenomeni naturali come El Niño, l’Oscillazione Decadale del Pacifico e l’Oscillazione Multidecadale Atlantica e, partendo proprio da questi elementi, gli esperti hanno dedotto che le forti precipitazioni che hanno coinvolto diverse città italiane nell’ottobre 2024 sono state alimentate proprio da quei cambiamenti climatici scatenati dall’uomo.
Il fatto che il cambiamento climatico possa aver aumentato l’intensità delle piogge è, difatti, coerente con le prove che dimostrano quanto un’atmosfera più calda possa trattenere una maggiore quantità di umidità che, a sua volta, comporta acquazzoni devastanti.
Le conclusioni degli scienziati
Dallo studio condotto, appare chiaro come si stia assistendo a eventi estremi che si verificano sempre più frequenti e in più regioni contemporaneamente. E questo è dovuto proprio al riscaldamento globale provocato dai combustibili fossili, dagli impatti talmente imprevedibili da rendere vulnerabile qualsiasi parte del mondo.
In parole povere, quelli che un tempo erano definiti eventi rari e sporadici, adesso sono entrati a far parte della normalità e tutto per colpa dell’uomo. L’unica soluzione risiede, quindi, nel velocizzare la cosiddetta transizione ecologica, la cui attuazione è ormai diventata una vera e propria emergenza.
Si attende la Cop29
Nel frattempo, c’è grande attesa per la Cop29, la Conferenza delle Parti sul Clima che si terrà a novembre in Azerbaigian. Tra i tanti Paesi, sarà presente anche l’Italia e sarà molto interessante scoprire quali siano le eventuali strategie che il governo intende mettere in atto, sia in termini di mitigazione che di adattamento dato che, almeno al momento, pare che la situazione sia in pericolosissimo stallo.

In teoria, l’Italia avrebbe a disposizione il Pnacc, cioè il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, dotato di ben 361 azioni per contrastare il riscaldamento globale. Peccato, però, che ancora oggi manchino sia i finanziamenti, sia l’operatività, a scapito di tutte quelle zone colpite dalle alluvioni e che, quotidianamente, affrontano situazioni ormai spinte al limite.