Affitti brevi e turismo di massa: Milano cerca soluzioni
Il sindaco di Milano Beppe Sala è sempre più alla ricerca di soluzioni che possano risolvere i problemi di affitti brevi e turismo di massa che attanagliano la città. L’ultimo appello lo ha rivolto a Daniela Santanchè, e la città si unisce alla sua richiesta: i milanesi non ne possono proprio più.

La città di Milano si trova a dover fare i conti già da diverso tempo con i disagi che derivano dalla presenza sempre maggiore degli affitti brevi sul proprio mercato immobiliare, e dal conseguente turismo di massa che attirano. I cittadini sono scontenti, i mezzi pubblici sono intasati e non si trovano più locazioni a lungo termine. I fuori sede devono sostenere spese sempre più alte per vivere nel capoluogo meneghino, e Sala fa un appello alla ministra del Turismo.
Questa, a grandi linee, la situazione milanese, in cui il turismo gioca certamente un ruolo di primo piano nell’economia cittadina, ma che sta sfuggendo di mano. Infatti, il numero sempre maggiore di turisti e il numero via via minore degli appartamenti in affitto per chi, in questa città, ci vive, stanno mettendo in ginocchio la tranquillità dei residenti e dei fuori sede che sono costretti a vivere in affitto.
Affitti brevi e turismo di massa

Questa estate in tutta Europa si è sentito parlare di turismo di massa e di proteste da parte dei cittadini, che non ne possono più dei disagi che questo porta con sé. Infatti, con un numero sempre maggiore di appartamenti destinati ai turisti, quello che ne consegue è una situazione piena di disagi:
- meno appartamenti per i residenti;
- prezzi più alti per gli affitti;
- necessità di spostarsi fuori città o in zone periferiche.
L’Europa intera sta cercando soluzioni, e c’è chi, come Amsterdam, le trova nel divieto di costruire nuovi hotel, chi, come Barcellona, le trova nel non rinnovare le licenze delle locazioni turistiche e chi, come Santorini, nel numero chiuso. Insomma, ognuno a proprio modo sta cercando di frenare il turismo di massa e l’aumento folle degli affitti brevi. Cosa fanno a tal riguardo le città italiane?
Milano cerca soluzioni

Se Venezia ha introdotto il ticket d’ingresso e a Firenze si pensa di abolire definitivamente gli affitti brevi dal centro storico, a Milano si stanno vagliando diverse opzioni. Nei primi mesi del 2024 si era parlato di introdurre un tetto massimo agli affitti brevi, e a chiedere di attivare questa soluzione era stato proprio il Comune di Milano, che aveva proposto di seguire l’esempio veneziano e di limitare gli affitti turistici a 120 giorni all’anno. Purtroppo, di questa soluzione non si è più parlato.
Di pochi mesi fa invece, era la proposta di aumentare i prezzi dei mezzi pubblici per i turisti, in modo da ridurre l’intasamento e di permettere una migliore fruizione di treni, bus e tram ai cittadini milanesi, ma nemmeno questa soluzione è andata a buon fine, non ancora almeno. A seguito di questi buchi nell’acqua, e per tentare di diminuire il caro affitti che grava sulle spalle degli inquilini milanesi, il sindaco Beppe Sala rinnova il suo appello alla ministra Santanchè, ma ad oggi ancora tutto tace.
Ad oggi, la situazione è talmente critica che gli annunci degli affitti a lungo termine durano meno di 24 ore a Milano, ed è evidente come servono azioni concrete, da mettere in atto subito. Si spera almeno che, con l’introduzione del CIN di settembre, la situazione migliori dal punto di vista dell’abusivismo.