Affitti brevi in Italia: da settembre un’importante novità anti abusivismo

Autore:
Erika Fameli
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Si complica la vita per gli affitti brevi in Italia, perchè a partire dal mese di settembre si introdurrà una nuova misura anti abusivismo che metterà al bando chiunque operi senza regolare licenza. Ecco di cosa si tratta e come funzionerà.

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Quella degli affitti brevi è una realtà che ha preso piede da una decina di anni, perché in passato a dare alloggio ai turisti ci pensavano unicamente hotel e bed & breakfast. Da quando anche i privati si sono inseriti nel mercato turistico però, le cose sono cambiate sensibilmente, sia per i turisti, che hanno molta più scelta a loro disposizione, sia per il mercato immobiliare, che è nettamente mutato.

Data l’assenza di una regolamentazione ad hoc, i primi anni degli affitti brevi in Italia (e nel mondo) sono stati una vera e propria giungla, in cui praticamente tutti facevano come gli pareva, e i gestori delle strutture ricettive non facevano altro che lamentarsi. Una normativa apposita era quindi necessaria, e ancora oggi a distanza di più di un decennio, ce n’è ancora bisogno. Infatti, stando al principio secondo cui fatta una legge si trova un inganno, di furbetti in giro ce ne sono tantissimi.

Come si fa però, da cliente, a capire chi opera con una regolare licenza e nel pieno rispetto delle regole e chi invece se ne infischia delle normative e accoglie persone nel proprio immobile in modo abusivo? Da settembre sarà facilissimo, perché arriverà una nuova misura volta proprio ad eliminare del tutto gli abusivi del settore, ecco di cosa si tratta.

Nuova misura anti abusivismo da settembre

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La nuova misura approvata dal governo per combattere l’abusivismo nel settore degli affitti brevi (quelli ossia, che prevedono una locazione turistica della durata inferiore a 30 giorni) si chiama Codice Identificativo Nazionale (CIN). Se ne parla già da diversi mesi ormai, ma a partire dal 1 settembre entrerà effettivamente in vigore, e cambierà tutte le carte in tavola.

Si tratta di un codice unico che identifica le strutture ricettive legittimate a lavorare, e che sono regolarmente registrate presso gli uffici competenti. Possiamo definirlo una sorta di cartellino identificativo, che garantisce che quell’immobile è conforme a tutte le normative vigenti, per la sicurezza di tutti.

Come funziona il Codice Identificativo Nazionale

I proprietari degli immobili destinati agli affitti brevi hanno diversi obblighi da rispettare, sia per trasformare la loro casa in una struttura ricettiva, sia per comunicare agli organi competenti chi vi transita giornalmente. Anche per ottenere il CIN ci sono diversi step da seguire, che possiamo così riassumere:

  • rispettare i requisiti normativi richiesti per l’immobile
  • registrare l’immobile al portale turistico della propria Regione
  • richiedere il CIN dal portale turistico regionale

Una volta ottenuto, il CIN deve essere usato in ogni comunicazione ufficiale e, a beneficio dei clienti, anche su tutte le piattaforme di prenotazione dove l’immobile viene pubblicizzato. Tra gli usi più importanti del CIN c’è sicuramente la comunicazione di inizio attività alle autorità, che fa evitare sanzioni ai proprietari e regolarizza il tutto.

Affitti brevi in Italia: come cambieranno le cose con il CIN

Affitto
Photo by Tumisu – Pixabay

La principale funzione del CIN è quella di bloccare definitivamente i furbetti del settore e cercare di eliminare alla radice il problema dell’abusivismo nelle locazioni turistiche brevi. Infatti, anche da parte loro, i portali online di prenotazione come Booking, Airbnb e simili, non potranno accettare annunci sprovvisti del Codice. In questo modo i turisti saranno sicuri di alloggiare in una struttura regolare, e di non cadere vittima di truffe e raggiri.

Da parte loro, i proprietari delle strutture regolari saranno tutelati dalla concorrenza sleale di chi in regola non lo è per niente, ma opera lo stesso e toglie mercato ai possessori di licenza. In alcune regioni una forma primitiva del CIN esiste già (si chiama CIR – Codice Identificativo Regionale), ma dal 1 settembre sarà sostituita completamente dalla versione più aggiornata e moderna che, ci auguriamo, darà una bella potata ai rami secchi che intasano le piattaforme e le città di tutta Italia!

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