Affitti alle stelle: inflazione pesa sui contratti annuali
Affitti ancora in aumento in Italia, a causa dell’inflazione che sale dell’1,3% e dell’indice FOI, che aumenta dell’1,1%. Brutte notizie, quindi, per chi ha il rinnovo annuale dell’affitto, perchè dovrà pagare quasi 100 euro in più all’anno. Ecco cosa dicono i dati ISTAT in base all’inflazione del mese di dicembre.

Quando si stipula un contratto di affitto, lo si può fare sia con rinnovo annuale che non. Chi opta per il rinnovo annuale, ossia sceglie la formula 4+4, è soggetto ogni 12 mesi all’adeguamento del canone all’inflazione, in base ai dati dell’ISTAT. Un altro indice che incide sul canone di affitto è l’indice FOI. Purtroppo, nel mese di dicembre sia l’inflazione che l’indice FOI sono aumentati, rispettivamente dell’1,3% e dell’1,1%. Questo si traduce con un aumento, al momento del rinnovo dell’affitto, del canone che gli inquilini devono pagare.
Si tratta di un rincaro di circa 8 euro al mese, ossia 96 euro in un anno. A soffrire maggiormente gli adeguamenti ISTAT sono, ovviamente, le città i cui canoni sono più alti. Troviamo quindi nuovamente Milano al primo posto, seguita da Firenze e Bolzano. A rivelare questi dati è un recente report di Idealista, che ha analizzato la media dei canoni di locazione che sono presenti sul suo portale immobiliare, riferiti ad un trilocale.
Affitti ancora in aumento in Italia

Aumentano ancora, quindi, i prezzi dei canoni di affitto nel Bel Paese. Questa corsa al rialzo non sembra arrestarsi, né tantomeno rallentare con il passare del tempo. A pagarne le spese sono, letteralmente, gli inquilini, che di anno in anno vedono aumentare non solo le richieste da parte dei proprietari, ma anche i canoni di affitto di contratti già firmati. Infatti, chi al momento della stipula del contratto sceglie la formula 4+4, è soggetto ad adeguamenti annuali in base all’inflazione e all’indice FOI.
Rispetto al 2023, quando un trilocale in Italia costava mediamente 750 euro, i canoni di affitto sono aumentati di circa 8 euro al mese. Questo vuol dire che per la stessa casa, oggi si pagano quasi 100 euro in più all’anno. Questo è ovviamente un dato di media nazionale. A livello locale le cose sono decisamente diverse. Infatti, da un lato ci sono i poveri cittadini milanesi, che vedranno i propri canoni d’affitto aumentare di ben 21 euro al mese (252 euro all’anno), mentre gli inquilini di Asti, Biella, Caltanissetta, Enna e Vibo Valentia dovranno pagare solo 4 euro in più al mese (24 euro all’anno).
Un problema dei 4+4

L’adeguamento annuale del canone di locazione è una conseguenza diretta della formula contrattuale del 4+4. Questo tipo di contratto lascia infatti carta bianca al proprietario per quanto riguarda la definizione del canone di affitto, ma lo sottopone ad adeguamento in base all’inflazione. Di conseguenza, se l’inflazione e l’indice FOI aumentano, anche il canone aumenta proporzionalmente. Allo stesso modo però, potrebbe diminuire. Attualmente le città più care, dopo gli adeguamenti di dicembre 2024, sono:
- Milano, dove un trilocale in affitto costa 1.938 euro;
- Firenze, dove un trilocale in affitto costa 1.6.18 euro;
- Bolzano, dove un trilocale in affitto costa 1.517 euro.
Chi invece stipula un contratto di affitto 3+2 con cedolare secca, deve sottostare alle regole del canone concordato, e proprio per questo non subisce adeguamenti ISTAT. La scelta è del proprietario dell’immobile, ma l’inquilino deve sapere in anticipo a quale regime va incontro prima di firmare. Anche per questo motivo, in Italia stanno crescendo enormemente gli affitti transitori.