Aerei militari e armi: emissioni record e smog nei cieli

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Le sole emissioni degli aerei militari trasformano i cieli in una nuvola di smog. A questo si sommano gli effetti di emissioni dovuti all’utilizzo di armi intelligenti come missili terra-aria, bombe e altri esplosivi che impattano drammaticamente anche sull’ambiente.

Ukraine, War
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La guerra fa male al clima!

Ricordiamo la strofa di Francesco De Gregori, in Generale sui mali che la guerra fa all’uomo, in ogni tempo e spazio. Le ripercussioni drammatiche delle guerre paiono non avere mai fine, portando conseguenze e ripercussioni, che dall’uomo non possono evitare di diramarsi nell’ ambiente e sul clima.

Partendo dai territori di guerra più in risalto nelle cronache, come il conflitto arabo-israeliano e la guerra russo-ucraina, le stime per quello che l’ecosistema del nostro pianeta sta patendo negli ultimi tempi non è delle migliori.

Gli effetti e le ripercussioni belliche sulla crisi climatica e l’annesso quadro problematico ci mostra una situazione spaventosa che va ad impattare quelle aree ancor di più di quanto non siano già drammatiche per la popolazione civile.

Clima: aumento emissioni aeree

Scie, Aerei
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Una questione che trova validità scientifica con lo studio pubblicato sulla rivista Communications,  Earth & Envoinment ha rilevato una crescita dell’1% nel solo 2023 delle emissioni di Co2 in relazione alle nuove rotte aeree che collegano il vecchio Continente, il Nuovo Mondo e l’Asia. Questa indagine sul clima è strettamente collegata al conflitto russo-ucraino e al veto aereo di attraversare i cieli russi.

Tale fenomeno impatta negativamente sul clima, dovuto ad un maggior consumo di carburante, a causa di itinerari più lunghi, con effetti che passano dall’ambiente, a toccare le tasche dei consumatori.

Una percentuale di rischio per il clima che aumenta se si considera l’allargamento del fronte bellico a quelle zone che sono a rischio come lo stesso territorio carpatico ed ucraino, passando ad altri territori dove i focolai di guerra paiono non conoscere fine. Le restrizioni di traffico aereo lascia strascichi d’inquinamento aereo globale anche a causa dei cieli inviolabili di paesi come Siria, Libia e Yemen, a cui si è aggiunto anche Israele.

Se per il solo 2023 il conflitto est europeo ha portato la crescita di emissioni tra il 9 % e il 14 % in questa zona, quello tra l’area magrebina e il canale di Suez ha registrato aumenti oscillanti tra lo 0.2 % e lo 0.5 %, impatto inferiore ma da tenere ben presente su scala internazionale.

Guerra, inquinamento globale

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Sin dal protocollo di Kyoto, è stato reso noto come la guerra costituisca un problema ambientale che si inserisce a pieno nella questione ecologica. Una criticità che va a sommare all’inquinamento aereo quello che riguarda la deflagrazione e le esplosioni di materiali bellici come bombe e armi da fuoco.

A queste vanno allegate le cause, cioè gli incendi e distruzione di flora e fauna per fare un semplice esempio. Un ventaglio di ripercussioni sul pianeta che ne fanno un fattore aggravante spesso messo in secondo piano. Un’emergenza che nelle ultime manovre politiche internazionali è tornato alla ribalta, persino negli Accordi di Parigi.

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