Aerei militari e armi: emissioni record e smog nei cieli
Le sole emissioni degli aerei militari trasformano i cieli in una nuvola di smog. A questo si sommano gli effetti di emissioni dovuti all’utilizzo di armi intelligenti come missili terra-aria, bombe e altri esplosivi che impattano drammaticamente anche sull’ambiente.

La guerra fa male al clima!
Ricordiamo la strofa di Francesco De Gregori, in Generale sui mali che la guerra fa all’uomo, in ogni tempo e spazio. Le ripercussioni drammatiche delle guerre paiono non avere mai fine, portando conseguenze e ripercussioni, che dall’uomo non possono evitare di diramarsi nell’ ambiente e sul clima.
Partendo dai territori di guerra più in risalto nelle cronache, come il conflitto arabo-israeliano e la guerra russo-ucraina, le stime per quello che l’ecosistema del nostro pianeta sta patendo negli ultimi tempi non è delle migliori.
Gli effetti e le ripercussioni belliche sulla crisi climatica e l’annesso quadro problematico ci mostra una situazione spaventosa che va ad impattare quelle aree ancor di più di quanto non siano già drammatiche per la popolazione civile.
Clima: aumento emissioni aeree

Una questione che trova validità scientifica con lo studio pubblicato sulla rivista Communications, Earth & Envoinment ha rilevato una crescita dell’1% nel solo 2023 delle emissioni di Co2 in relazione alle nuove rotte aeree che collegano il vecchio Continente, il Nuovo Mondo e l’Asia. Questa indagine sul clima è strettamente collegata al conflitto russo-ucraino e al veto aereo di attraversare i cieli russi.
Tale fenomeno impatta negativamente sul clima, dovuto ad un maggior consumo di carburante, a causa di itinerari più lunghi, con effetti che passano dall’ambiente, a toccare le tasche dei consumatori.
Una percentuale di rischio per il clima che aumenta se si considera l’allargamento del fronte bellico a quelle zone che sono a rischio come lo stesso territorio carpatico ed ucraino, passando ad altri territori dove i focolai di guerra paiono non conoscere fine. Le restrizioni di traffico aereo lascia strascichi d’inquinamento aereo globale anche a causa dei cieli inviolabili di paesi come Siria, Libia e Yemen, a cui si è aggiunto anche Israele.
Se per il solo 2023 il conflitto est europeo ha portato la crescita di emissioni tra il 9 % e il 14 % in questa zona, quello tra l’area magrebina e il canale di Suez ha registrato aumenti oscillanti tra lo 0.2 % e lo 0.5 %, impatto inferiore ma da tenere ben presente su scala internazionale.
Guerra, inquinamento globale

Sin dal protocollo di Kyoto, è stato reso noto come la guerra costituisca un problema ambientale che si inserisce a pieno nella questione ecologica. Una criticità che va a sommare all’inquinamento aereo quello che riguarda la deflagrazione e le esplosioni di materiali bellici come bombe e armi da fuoco.
A queste vanno allegate le cause, cioè gli incendi e distruzione di flora e fauna per fare un semplice esempio. Un ventaglio di ripercussioni sul pianeta che ne fanno un fattore aggravante spesso messo in secondo piano. Un’emergenza che nelle ultime manovre politiche internazionali è tornato alla ribalta, persino negli Accordi di Parigi.
Clima & guerre: foto e immagini