AEA: cosa rischia l’Europa secondo il report 2025

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Europe’s Environment 2025 è il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (Aea) recentemente diffuso, e fotografa lo stato dell’ambiente europeo al suo stato attuale. Com’è messa l’UE in termini di protezione ambientale, e quali sono le prospettive future? Meno emissioni sì, ma tendenze ambientali preoccupanti e ad alto rischio.

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Recentemente l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha rilasciato un rapporto completo sullo stato dell’ambiente nel Vecchio Continente. Si tratta di un report che fotografa una situazione da un lato migliore rispetto al passato, ma dall’altro decisamente peggiore. Sebbene si registrino meno emissioni di gas serra e l’inquinamento atmosferico stia diminuendo, al netto di cosa sta peggiorando, l’Europa è ben lontana dal dirsi tranquilla. L’allarme maggiore è nei confronti della natura, che tra la perdita di biodiversità e lo sfruttamento eccessivo continua ad essere attaccata e degradata.

Il rapporto, che rappresenta un vero e proprio punto della situazione da cui partire per migliorare e da cui analizzare cosa sta andando bene, mette anche in guardia circa i rischi dell’astensione da un intervento immediato, comune e strategico: prosperità economiche in pericolo, sicurezza in declino e qualità della vita in remissione. Ecco quali sono i punti principali del rapporto.

Europe’s Environment 2025

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Ogni anno l’Agenzia Europea dell’Ambiente fa un punto della situazione per verificare lo stato dell’ambiente in Europa, per tenere il conto dei progressi fatti e delle perdite subite. Si tratta di un modo per non perdere di vista gli obiettivi e tenere traccia delle evoluzioni, sia positive che negative, riguardo le tematiche ambientali e le azioni che si intraprendono sul territorio UE per contrastare il cambiamento climatico e il degrado ambientale. Questi sono, non a caso, le due minacce principali per l’Europa, poichè proprio dalle risorse naturali dipendono la competitività internazionale e la stessa sopravvivenza economica del Vecchio Continente.

In linea generale il rapporto parla di una considerevole diminuzione delle emissioni di gas serra, e di una riduzione sostanziale dell’inquinamento atmosferico, ma c’è ancora molta strada da fare per l’ambiente. Le cose infatti, non vanno affatto bene sotto altri punti di vista:

  • la gestione responsabile del territorio, dell’acqua e delle risorse;
  • adattamento al cambiamento climatico;
  • protezione della biodiversità;
  • politiche a favore della sostenibilità;
  • innovazione, decarbonizzazione e sicurezza.

I punti principali

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Il rapporto loda l’UE come leader mondiale nello sforzo a favore del clima, grazie alla riduzione delle emissioni di gas serra, alla diminuzione dell’uso dei combustibili fossili e al raddoppiamento della quota di energie rinnovabili dal 2005. Sono migliorati anche il riciclaggio dei rifiuti e la qualità dell’aria, la finanza sostenibile e l’occupazione verde, ma sono ancora molti i punti in cui siamo carenti. In particolare, il degrado della natura è al primo posto tra le emergenze cui far fronte. Come sottolinea Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione UE per una transizione pulita, giusta e competitiva:

i recenti eventi meteorologici estremi mostrano quanto fragili diventino la nostra prosperità e sicurezza quando la natura si degrada e gli impatti climatici si intensificano. Ritardare o posticipare i nostri obiettivi climatici non farebbe altro che aumentare i costi, approfondire le disuguaglianze e indebolire la nostra resilienza.

L’Europea è il continente con il riscaldamento più rapido, e sul nostro territorio gli effetti del cambiamento climatico sono più evidenti ed estremi, dagli incendi boschivi alla diminuzione della biodiversità. Riguardo gli obiettivi 2030, il rapporto è chiarissimo: se non si cambia qualcosa subito, difficilmente si riuscirà a raggiungerli al 100% e con un una buona prospettiva per gli step successivi. Servono azioni immediate, politiche condivise e un’informazione ancora maggiore.

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