Adeguare la casa alla Direttiva Case Green: quanto costa
Adeguare la casa alla Direttiva Case Green dell’Unione Europea non è sicuramente semplice, e questo lo dimostra un recente report di S&P Global Ratings. L’indagine evidenzia quali sarebbero i costi di una ristrutturazione che strizza l’occhio alla transizione verde, e sottolinea tutte le criticità per i cittadini.

La Direttiva Case Green dell’Unione Europea trova nel 2025 il suo primo anno di applicazione. Questo vuol dire che proprio da quest’anno tutti gli Stati membri dovranno adeguare non solo le proprie normative, ma anche i propri immobili, alla transizione verde. Di conseguenza, i singoli cittadini dovranno, nel loro piccolo, modificare le proprie case per raggiungere, globalmente, i risultati di decarbonizzazione fissati dalla Direttiva.
Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto in Italia. Nel nostro Paese infatti, gli edifici in classe energetica F e G sono la maggioranza. Questo vuol dire che gli interventi necessari per alzare la classe energetica e per portare la propria casa a livelli accettabili per la Direttiva, sono importanti. Come tali, quindi, richiedono anche un importante sforzo economico, che però non tutti possono permettersi. Ad analizzare la situazione, e ad evidenziarne le criticità, è un report di S&P Global Ratings.
Adeguare la casa alla Direttiva Case Green

La Direttiva Case Green, o Energy Performance of Buildings directive (Epbd), è entrata in vigore il 28 maggio dello scorso anno, ma solo dal 2025 si fanno concreti i primi interventi. L’obiettivo della Direttiva è quello di ridurre il consumo energetico e l’impatto ambientale degli edifici residenziali già esistenti. In particolare, questi devono ridurre il proprio consumo energetico almeno del 16% entro il 2030, e del 20-22% entro il 2035.
Su carta, questo è estremamente positivo e incoraggiante. All’atto pratico invece, le difficoltà sono davvero numerose. Innanzitutto, c’è bisogno di ingenti capitali iniziali da parte delle società immobiliari. Mediamente, secondo gli analisti di S&P, che hanno stilato un report accurato sulle criticità e sulle sfide della Direttiva, serviranno dai 10 ai 25 anni per recuperare gli investimenti iniziali. Dall’altro lato poi, ci sono le famiglie. Ognuno infatti, nel proprio piccolo deve adeguarsi alla Direttiva Case Green, ma quanto costa?
Quanto costa la transizione verde

Stando ai dati di S&P, la transizione verde ha un costo che varia dai 10.000 ai 50.000 euro per un immobile di circa 90 mq. Si tratta, come è evidente, di una cifra enorme, che rende l’efficientamento energetico un lusso per moltissimi cittadini. In Italia è difficile pensare che tutte le famiglie che vivono in una casa a bassa efficienza possano permettersi una tale spesa per adeguare il proprio immobile ai ritmi dell’UE. Da noi gli edifici in classe F o G sono più della metà, il che implica uno sforzo economico di portata impressionante.
Come se non bastasse poi, la Direttiva pone anche dei limiti di tempo. Come riporta il Sole 24 Ore:
“gli edifici esistenti dovrebbero essere ristrutturati a un tasso del 2-5% annuo per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione a breve e lungo termine dell’UE”.
Le ristrutturazioni dovrebbero includere, tra gli altri, principalmente i seguenti interventi:
- impianti fotovoltaici
- impianti di riscaldamento e condizionamento
- infissi efficienti
- domotica per controllo da remoto.
La domanda però sorge spontanea: a fronte di un effettivo risparmio e di un minore impatto sul pianeta a cui si va incontro, chi ha realmente le disponibilità di affrontare una spesa così alta? Quello che servirebbe, a livello sia nazionale che europeo, sono incentivi fiscali e tassativi, che possano supportare gli italiani (in particolare) e gli europei (in generale) ad affrontare la difficile sfida della transizione verde.