Agricoltura: dall’Ue un provvedimento per il riutilizzo sicuro delle acque reflue

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

La Commissione europea ha varato un nuovo procedimento per garantire il riutilizzo sicuro delle acque reflue nell’ambito dell’agricoltura. Via libera anche a un sistema comune per individuare le microplastiche. 

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Nei giorni scorsi la Commissione europea ha adottato una nuova metodologia standardizzata per misurare la presenza di microplastiche nell’acqua e un atto delegato per garantire il riutilizzo sicuro delle acque reflue trattate per l’irrigazione agricola.

Agricoltura: dall’Ue un provvedimento per il riutilizzo sicuro delle acque reflue

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Durante il mese di Giugno 2023 è entrato in vigore il nuovo regolamento Ue per quanto riguarda il riutilizzo delle acque reflue trattate nell’ambito dell’agricoltura. Un provvedimento mirato a contrastare il crescente stato di scarsità idrica che attanaglia diverse zone del continente. Nonostante ciò, molti Paesi, fra cui Austria, Croazia e Finlandia, hanno continuato a vietare il riuso dell’acqua a causa di problemi di sicurezza.

Una buona parte della comunità scientifica ha infatti sollevato dei dubbi circa i potenziali impatti che questa pratica potrebbe avere sulla salute umana e sull’ambiente. In un articolo apparso a gennaio 2020 su Environmental Sciences Europe, gli scienziati hanno illustrato il proprio punto di vista, spiegando che:

Gli effluenti degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane, di solito contengono un’ampia gamma di sostanze chimiche organiche. Queste rimangono nell’acqua dopo il processo di trattamento e possono essere fonte di rischi per la salute, contaminare il suolo e le risorse idriche e anche compromettere le fonti di acqua potabile. Una volta che le colture vengono irrigate con acque reflue, c’è la possibilità di accumulo dei composti nelle parti commestibili di frutta e verdura. Perciò è raccomandato il controllo, così da evitare che entrino nella catena alimentare.

Il dibattito scientifico resta ancora aperto, ma nel frattempo, con la nuova normativa, la Commissione ha chiarito la procedura che le autorità nazionali dovranno seguire per individuare i rischi collegati all’utilizzo delle acque reflue per l’irrigazione.

Regole comuni per individuare le microplastiche

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La nuova metodologia armonizzata e standardizzata sulle microplastiche aiuterà invece gli Stati membri a raccogliere informazioni sulla presenza di microplastiche nella propria catena di approvvigionamento idrico. Il nuovo sistema unificato permetterà un confronto e un’analisi più semplice dei dati, visto che, allo stato attuale, ogni Paese utilizza metodologie autonome e differenti. Si tratta inoltre di un’innovazione importante perché va ad inserirsi in un contesto storico in cui la preoccupazione per i danni alla salute causati dalle microplastiche è in costante aumento.

Vogliamo garantire che l’acqua che utilizziamo, dalle bevande all’irrigazione, soddisfi sempre gli standard di sicurezza più elevati. Grazie alle norme attuali i cittadini avranno la certezza che l’acqua potabile sarà attentamente controllata per scongiurare la presenza di microplastiche, che qualsiasi acqua riutilizzata sarà sicura e che verrà limitata l’estrazione eccessiva di acqua, contribuendo a ripristinare il ciclo dell’acqua interrotto. Tuttavia, per ripristinare realmente questo ciclo dobbiamo anche proteggere i nostri mari. Conto quindi sugli Stati membri per garantire che le nostre ambizioni in materia di uso sostenibile dell’ambiente marino si concretizzino nelle loro prossime strategie in questo ambito.

ha commenta il commissario europeo per l’ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius.

Entrambi i provvedimenti potrebbero quindi dare nuovo slancio all’uso circolare dell’acqua. Un tema sempre più attuale considerando i danni provocati dal riscaldamento globale in termini di siccità.

Una procedura per rendere più sicuro il riutilizzo delle acque reflue: foto e immagini