Entro il 2050 la foresta amazzonica raggiungerà il punto di non ritorno

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Uno nuovo studio rivela dati preoccupanti sul futuro della foresta amazzonica, che, entro il 2050, rischia di superare il punto di non ritorno e innescare una reazione a catena catastrofica su scala globale. 

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2050 foresta amzzanica
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La sopravvivenza di metà della foresta amazzonica è seriamente in pericolo e il polmone verde del Pianeta potrebbe raggiungere il punto di non ritorno entro il 2050. E’ questo lo scenario allarmante contenuto in uno studio pubblicato su Nature da un team internazionale  guidato dall’Università Federale di Santa Caterina in Brasile, che include anche i ricercatori del Potsdam Institute for Climate Impact research.

Entro il 2050 la foresta amazzonica raggiungerà il punto di non ritorno

2050 foresta amazzonica
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L’indagine rivela che una percentuale tra il 10% e il 47% della foresta amazzonica rischia di scomparire a causa dei danni provocati da cambiamento climatico, stress idrico e sfruttamento del suolo. E se entro la metà del secolo si dovesse superare il punto di non ritorno, il sistema climatico globale rischierebbe un collasso su larga scala.

I ricercatori fanno infatti notare come il comportamento delle piante localizzate nell’area sud-orientale dell’Amazzonia sia già cambiato, in quanto stanno emettendo carbonio anziché immagazzinarlo.  Ciò significa che l’attuale livello di pressione umana è troppo alto e la regione rischia di non riuscire a mantenere il suo status di foresta pluviale a lungo termine. Le foreste pluviali hanno il potere di arricchire l’aria attraverso l’umidità, generando precipitazioni nell’ovest e nel sud del continente. In una reazione a catena, la scomparsa delle foreste in una zona può quindi causare la perdita di foreste in un’altra.

Per mantenere l’Amazzonia resiliente, i ricercatori suggeriscono dei limiti di sicurezza da rispettare che coinvolgano i cinque fattori critici, ossia:

  1. Riscaldamento globale;
  2. La quantità annuale di precipitazioni;
  3. L’intensità della stagionalità delle precipitazioni;
  4. La durata della stagione secca;
  5. La deforestazione.

Necessaria una combinazione tra sforzi locali e globali

2050 foresta amazzonica
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All’interno dello studio i ricercatori evidenziano come con un livello di precipitazioni medie annue inferiori a 1000 millimetri, la foresta amazzonica non riuscirà a sopravvivere. Inoltre, anche al di sotto dei 1800 millimetri all’anno, possono sopraggiungere brusche transizioni in grado di rendere la vegetazione della foresta pluviale simile a quella di una savana.

 Ciò può essere innescato da singoli periodi di siccità o da incendi boschivi, che negli ultimi anni sono diventati più frequenti e più gravi

ha sottolineato Da Nian, membro dell’Istituto di Potsdam.

Cosa aspettarsi, quindi, dal futuro? Ponendosi l’interrogativo se lo stato di deterioramento della foresta pluviale sia oramai irreversibile, i ricercatori hanno risposto elaborando due scenari.

Nel primo, grazie a condizioni favorevoli, la foresta riesce a riprendersi, ma resta comunque dominata da uno stato di degrado.

Nel secondo, invece, la foresta non supera la fase critica e diventa facilmente attaccabile dagli incendi, che possono diffondersi anche alle foreste adiacenti.

Lo studio ha anche analizzato il ruolo che biodiversità e comunità locali possono ricoprire per indirizzare la resilienza della foresta amazzonica. I ricercatori sono convinti che, per mettere in campo soluzioni vincenti, sarà necessaria una combinazione tra sforzi locali, come, in primis, la collaborazione tra i Paesi amazzonici per bloccare la deforestazione in favore del ripristino, e globali. In questo senso sarà fondamentale riuscire a fermare le emissioni di gas serra per arginare gli effetti del cambiamento climatico.

Per mantenere la foresta amazzonica entro confini sicuri, è necessario combinare gli sforzi locali e globali. La deforestazione e il degrado forestale devono finire e il ripristino deve espandersi. Inoltre, occorre fare molto di più per fermare le emissioni di gas serra in tutto il mondo

ha affermato, in conclusione, Niklas Boers, coautore dello studio.

La foresta amazzonica vicina al punto di non ritorno: foto e immagini