Sambuco: le proprietà magiche della pianta Made in Italy
Il sambuco è una pianta nativa italiana conosciuta fin dall’antichità che ancora oggi viene apprezzata per i suoi utilizzi in cucina e per le sue straordinarie proprietà benefiche per la salute!

Il sambuco (Sambucus Nigra) è una pianta spontanea e nativa italiana molto diffusa nel nostro Paese che viene apprezzata fin dall’antichità grazie alle sue straordinarie proprietà benefiche oltre che per i molteplici utilizzi in cucina. Scopriamo allora tutto quello che c’è da sapere sul sambuco e impariamo anche a distinguerlo dal sambuco velenoso per non rischiare di raccogliere fiori e bacche tossiche!
Origini

Originario di Europa, Nord Africa e Asia occidentale, il sambuco una pianta nativa e spontanea italiana con una storia antica quanto l’uomo, infatti ci sono numerosi ritrovamenti di semi in insediamenti neolitici europei che testimoniano la sua presenza già durante la preistoria.
Già dall’antichità il sambuco era apprezzato per le sue proprietà benefiche, tanto che Ippocrate lo considerava una risorsa molto versatile per migliorare la salute delle persone. In epoca romana, anche Plinio il Vecchio ne ha documentato l’utilizzo sia in medicina che in cucina, parlando ad esempio di come le bacche diventavano protagoniste di tinture.
La denominazione botanica moderna con cui ancora conosciamo la pianta – ovvero Sambucas nigra – risale al 1753, quando Carlo Linneo lo inserì nella sua opera Species Plantarum attribuendogli il nome scientifico arrivato poi fino a noi.
Quali sono le sue proprietà magiche?

Il sambuco è una pianta apprezzata da sempre per le sue proprietà benefiche che la rendono una delle specie più apprezzate da chi ama rivolgersi alla natura per ritrovare il benessere.
A rendere così ricco di proprietà magiche per la salute il sambuco sono prima di tutto le sue bacche nere violacee che contengono una grande quantità di antociani e vitamina C e diventano utilissime per stimolare il sistema immunitario diventando anche ottimi antivirali naturali se assunte tramite succo oppure estratto secco.ù
Inoltre, le bacche hanno anche un’azione antiossidante molto sfruttata anche in cosmesi oltre che un leggero effetto lassativo utile per chi ha problemi di regolarità intestinale.
Bianchi ed elegantissimi, anche i piccoli fiori di sambuco sono ricchi di benefici se utilizzati in modo corretto. Un esempio? Lasciati in infusione per qualche minuto consentono di ottenere un infuso utilissimo sia da bere per ottenere un’azione espettorante e abbassare la febbre in modo naturale, sia da utilizzare per fare impacchi lenitivi su irritazioni della pelle o occhi arrossati.
Bacche e fiori, come usarli in cucina

Il frutto del sambuco, una bacca che matura tra fine agosto e ottobre, va consumata esclusivamente cotta perché da cruda risulta tossica se ingerita per colpa di una sostanza chiamata sambunigrina che viene ridotta proprio grazie al calore.
Molto apprezzate per preparare marmellate e succhi, le bacche di sambuco hanno un sapore leggermente acidulo che le rende ottime perfino per realizzare liquori, anche se la popolare Sambuca si produce in realtà con anice stellato, semi di finocchio e altre erbe aromatiche.
Qual è allora il legame tra la Sambuca e il sambuco? Che nella sua ricetta sono presenti anche fiori di sambuco! Ancora più dei frutti, sono proprio i fiorellini bianchi del sambuco a rendere così speciale la pianta, infatti sono apprezzatissimi in cucina dove sono ingredienti straordinari soprattutto per preparare la gelatina ai fiori di sambuco e deliziose frittelle grazie al loro sapore delicato e dolce con un tocco quasi agrumato.
Come riconoscere il sambuca velenoso

Non tutti lo sanno, ma il sambuco buono (Sambucus nigra) assomiglia molto all’Ebbio (Sambucus ebulus), una pianta velenosa che produce bacche nere molto tossiche e rischia di essere scambiato per il vero sambuco se non si presta la giusta attenzione.
Per distinguere le due piante si deve osservare la pianta nel suo insieme, infatti il sambuco buono crescere come un piccolo alberello mentre l’Ebbio è una pianta erbacea priva di rami legnosi. I fiori di sambuco, poi, hanno un profumo dolce e un colore chiaro completamente uniforme senza mostrare riflessi rossastri tipici invece del sambuco velenoso.
Infine, anche le bacche possono essere un grande indizio perché il sambuco vero le porta pendenti mentre sull’Ebbio restano dritte.
Quando piantarlo e quando raccoglierlo

Chi desidera coltivare il sambuco deve piantarlo in una posizione soleggiata o a mezz’ombra durante l’autunno oppure all’inizio della primavera così che le radici abbiano il tempo di riprendere la forza prima dell’arrivo delle temperature molto calde o molto fredde.
Per poter raccogliere i suoi profumati fiori bianchi si deve attendere tra aprile e giugno, mentre le bacche sono mature tra luglio e settembre.
Sambuco, le proprietà magiche della pianta Made in Italy: foto e immagini
Ora che abbiamo imparato a conoscere quello che c’è da sapere sul sambuco e sappiamo tutto su questa pianta ricca di benefici, possiamo prenderci qualche altro momento per scorrere le foto raccolte all’interno della seguente galleria immagini.