Roverella
La roverella – conosciuta con il nome scientifico di Quercus pubescens – è la quercia più diffusa nel territorio Italiano. Impariamo dunque a conoscere tutti i dettagli su questa specie di pianta e scopriamo quali sono le sue principali necessità di coltivazione.

La roverella (Quercus pubescens) è una quercia appartenente alla famiglia delle Fagaceae e rappresenta la specie più frequente in Italia. Essendo un albero abbastanza robusto e rustico, è chiaro che la sua crescita non necessiti di particolari attenzioni. Impariamo quindi a conoscere tutto in merito a questa specie arborea.

Caratteristiche generali della Roverella

La roverella è subito riconoscibile per via del suo aspetto maestoso che gli viene donato sia dall’altezza che dalla splendida chioma. Questo albero cresce rapidamente e dunque in pochi anni inizia a dominare il paesaggio con la sua presenza dimostrandosi per questo una specie di quercia molto apprezzata in Italia.
Non di rado la roverella arriva ai 20 metri di altezza e ha un valore ornamentale considerevole che lo rende che lo rende ideale anche in parchi.
Le foglie di questo albero sono caduche e hanno forma variabile anche se in genere sono labato-lanceolate con dei lobi profondi. Il colore delle foglie è verde acceso nella lamina superiore e la parte inferiore invece appare più chiara e coperta da una leggera peluria.
I frutti sono ghiande che possono avere lunghezze diverse e la loro cupola appare pelosa con squame lineari. A maturità le ghiande assumono un colore bruno luciso.
Coltivazione

La roverella è tra tutte le querce quella più diffusa nel territorio italiano e in particolare è facile trovarla ad altitudini che vanno dai 0 m ai 1200 m di altezza sul livello del mar in quasi tutte le regioni della nostra Penisola.
Appartenente alla famiglia delle Fagaceae, risulta molto diffusa in tutto il territorio del Mediterraneo.
Esposizione

La roverella cresce bene in climi continentali di tipo steppico dove gli inverni sono freddi e le estati sono calde con anche scarse precipitazioni. Si tratta quindi si un albero che prospera senza problemi sia in caso di caldo che di freddo estremo.
La posizione migliore dove piantare la roverella è in pieno sole.
Terreno

Il terreno ideale per questo albero dovrebbe essere calcareo e secco, meglio se roccioso. La roverella è una quercia infatti che viene sfruttata non di rado per la difesa del suolo e dunque si adatta al meglio a tali tipologie di substrati.
Irrigazione

La roverella ha necessità di essere irrigata in maniera regolare quando è giovane perché un corretto apporto idrico permette all’albero di crescere rapidamente. Suggeriamo allora di procedere con delle annaffiature abbondanti facendo attenzione a distanziarle di circa un mese l’una dall’altra per evitare ristagni idrici.
Nel caso di esemplari adulti, invece, è bene smettere di irrigare in quanto tali alberi sopravvivono senza problemi con la sola acqua delle piogge.
Potatura

La potatura va effettuata principalmente per mantenere l’albero della forma che si desidera e quindi serve per rendere la roverella attraente dal punto di vista estetico. Suggeriamo di eliminare i rami danneggiati e i rami secchi che possono trovarsi sull’albero.
Concimazione

La pianta va fertilizzata in primavera usando un concime organico che la aiuta a crescere al meglio. Durante il periodo invernale invece la roverella non deve essere fertilizzata.
Rinvaso

La roverella va coltivata in piena terra in maniera che possa svilupparsi al meglio e dunque l’operazione di rinvaso non è necessaria.
Malattie e parassiti

La roverella è una quercia abbastanza sana e robusta, ma comunque tende ad essere attaccata da un lepidottero conosciuto come tortrice verde. Questi insetti di piccole dimensioni tendono a deporre le uova verso il mese di maggio sui rami della pianta ed è bene agire rapidamente con insetticidi specifici per evitare infestazioni.
In alcuni casi la roverella viene attaccata anche da patologie quali il mal bianco e per tale motivo è bene sapere come comportarsi con l’oidio per evitare che danneggi la pianta.
Moltiplicazione

La moltiplicazione avviene in genere per semina e proprio per questo consigliamo di fare riferimento alla nostra guida alla semina.
I semi di roverella tendono a perdere rapidamente vitalità e dunque vanno utilizzato non appena sono maturi per riuscire ad ottenere una nuova pianta. Questi semi si devono sistemare all’interno di vasi riempiti di terriccio da tenere poi in zone riparate per evitare che scoiattoli o topi vadano a dissotterrarli.
Non appena le piante iniziano a spuntare, è bene procedere con il trapianto in piena terra in maniera tale che si possano poi sviluppare al meglio. Proprio per questo motivo, i nuovi alberelli non vanno lasciati in vaso per più di due anni.
Roverella: foto e immagini
Ora che abbiamo imparato a conoscere la roverella, possiamo prenderci un momento ancora per ammirare tutta la maestosità di questo albero attraverso la seguente galleria immagini.