Tignola Anarsia Lineatella: come difendersi dalla farfalla che distrugge i frutti

Autore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche

Che cos’è l’Anarsia lineatella? Qual è il suo ciclo vitale? Quali danni provoca al pesco e alle altre Drupacee e come combatterla biologicamente e con trattamenti chimici?

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Photo by Tomasz Klejdysz – Shutterstock

L’Anarsia è un lepidottero fitofago del pesco che a differenza della cidia, attacca direttamente i frutti delle varietà tardive, mandorlo, susine, nettarine e percoche, provocando ingenti danni ai germogli, alle gemme in via di sviluppo e soprattutto ai frutti in fase di maturazione.

L’Anarsia del pesco, Anarsia lineatella, chiamata anche tignola, allo stadio adulto è un lepidottero ovvero una piccola farfalla dotata di un addome tozzo con ali di colore grigio chiaro nella parte anteriore e striature più o meno chiare lungo tutta la superficie.

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Dalla schiusa delle uova deposte dalle femmine, circa 200 a testa, nascono delle larve brunastre che dopo aver svernato in piccole cavità della corteccia o dei rami, danno inizio alla loro attività alla ripresa vegetativa della pianta.

Lo sfarfallamento degli insetti adulti avviene, invece, nei mesi di maggio – agosto a seconda della temperatura.

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Nel corso dell’anno l’Anarsia compie tre generazioni. La larva inizia la sua attività al termine dell’inverno, una volta verificatosi lo svernamento. Al termine della sua attività trofica, si verifica l’impupa da cui viene generato l’adulto che depone le uova della prima generazione. 

La seconda generazione si presenta con le uova verso metà del mese di luglio.

La terza generazione è presente con le uova a partire dalla prima decade di settembre. Lo svernamento avviene tra gli anfratti della corteccia e i residui vegetali riprendendo l’attività alla fine dell’inverno.

Sintomi da infestazioni di Anarsia

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Il frutto a vista presenta delle macchie rosso – brunastre ed è percorso da gallerie e buchi superficiali dalla buccia esterna fino all’endocarpo (polpa).

Difesa biologica

Sono diversi i metodi di controllo e di difesa dall’attacco di questo parassita.

Trappole a ferormoni

La lotta biologica contro questo parassita viene effettuata con l’impiego di trappole a ferormoni la cui funzione è quella di causare il disorientamento sessuale dell’insetto adulto.

I ferormoni distribuiti in campo impediscono ai maschi dell’Anarsia l’individuazione della femmina e quindi l’accoppiamento. La mancata fecondazione evita pertanto la deposizione delle uova da parte delle femmine sui germogli e sui frutti. Vanno applicati prima dell’inizio dei voli. Mediante la cattura dei primi esemplari (5-6 a trappola) mediante una serie di trappole adesive innescate a feromone oppure utilizzando i modelli previsionali forniti dai vari Servizi Fitosanitari Regionali.

Nel caso in cui non si verifichino catture, significa che il trattamento è efficace. Inoltre, un’ulteriore forma di controllo è il campionamento per determinare eventuali danni subiti dal frutteto.

Un successivo controllo si effettua nel periodo che va da fine febbraio fino a metà maggio: sono oggetto della verifica rosette fogliari e poi i fiori; qualora si siano verificati danni, è il segnale dell’attività delle larve svernati.

A partire da metà maggio e fino a luglio, germogli e frutti vanno controllati: gli eventuali danni sono provocati dalle larve di prima generazione. Da ultimo, fino alla maturazione dei frutti, il controllo è concentrato sui frutti.

Insetticidi

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Quando non è possibile applicare il disorientamento sessuale si può ricorrere a un piano di difesa integrata-biologica, preferendo l’impiego di formulati insetticidi a base di Bacillus thuringiensis la cui efficacia si manifesta soprattutto nel controllo delle giovani larve di anarsia.

Il Bacillus thuringiensis è un batterio sporigeno in grado di contrastare infestazioni anche molto gravi causate da lepidotteri e ditteri senza nuocere agli insetti impollinatori, api e bombi e agli altri animali in genere. Inoltre non è fitotossico e può essere impiegato fino a pochi giorni prima della raccolta.

Lotta con antagonisti

Ha purtroppo un solo nemico naturale, il Paralitomastix variicornis, un imenottero che svolge un’azione parassitoide nei suoi confronti, riuscendo in parte a ridimensionarne la popolazione.

Trattamenti chimici

La lotta con prodotti chimici specifici a base di esteri fosforici:

  • Triflumuron,
  • Teflubenzuron,
  • Metoxifenozide,
  • Lufenuron,
  • Thiacloprid (sistemico)

Va effettuata preventivamente secondo un calendario e a comparsa dei primi sintomi.

I successivi interventi, distanziati di 15 – 20 giorni, devono proseguire fino a tutto Agosto.

Tignola: foto e immagini