Morina longifolia – Piante perenni

Laura Bennet
  • Dott. in scienze biologiche

Morina-longifolia

La Morina longifolia è una pianta erbacea dal portamento elegante con fiori che virano dal bianco, al rosa fino al rosso porpora.

Caratteristiche generali della Morina longifolia

La Morina longifolia è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Caprifoliaceae originaria dell’Asia, endemica nei terreni freschi ed umidi delle montagne dell’Himalaya.
La pianta, simile al cardo o al crespino, ha una robusta e lunga radice a fittone. In pieno vigore vegetativo, circa 3 anni, forma un folto cespuglio alto e largo mediamente 80 cm, composto da steli erbacei cilindrici verdi-rossastri ricoperti da un caratteristico fogliame spinoso ed aromatico.

Le foglie della Morina sono lucide, coriacee e distinte in basali e cauline. Le basali sono grandi e disposte a formare una folta rosetta a livello del terreno mentre quelle cauline sono per lo più apposte lungo gli steli sono più strette e più piccole. Entrambi i tipi di foglie hanno i bordi seghettati e spinosi e, se strofinate fra le dita, emanano un profumo agrumato che ricorda quello del mandarino.

I fiori sono riuniti in densi verticilli portati alla base delle ascelle fogliari da steli eretti. I fiori sono profumatissimi, tubolosi, imbutiformi, lunghi 2,5 cm e ricchi di nettare. Il colore dei petali varia: sono bianchi quando sbocciano poi virano al rosa e al cremisi-porpora una volta impollinati dalle api e dalle falene. Dopo la fioritura gli steli sfioriti conservano i calici dei fiori, che assumono un bel colore ruggine-aranciato.
I fiori della Morina vengono impollinati dalle api e anche dalle falene, attratte probabilmente dalla  loro fragranza più forte di notte.

I frutti sono calici spinosi di un bel colore ruggine-aranciato che si formano sugli steli sfioriti.

I semi sono racchiusi all’interno dei calici spinosi; sono oblunghi e rivestiti da un tegumento duro di colore marrone scuro. Possono essere raccolti a fine estate e utilizzati per la riproduzione.

Fioritura

La Morina fiorisce dalla tarda primavera fino all’inizio dell’estate, da maggio a luglio. Talvolta la pianta rifiorisce anche in settembre.

Coltivazione della Morina

Esposizione

Ama il pieno sole ma cresce bene anche a mezz’ombra mentre all’ombra totale rischia il marciume. Non tollera i forti venti; non soffre il caldo e, sopravvive anche alle temperature rigide dell’inverno inferiori ai -20° C se ben protetta alla base.

Terreno

E’ una pianta che ama i terreni soffici, argillosi o sabbiosi, umidi ma ben drenati. Soffre in quelli troppo compatti e duri.

Annaffiature

La Morina longifolia ama il terreno umido pertanto va innaffiata spesso, ma con moderazione per tutto il periodo vegetativo e soprattutto nei mesi siccitosi. Le piante coltivate in piena terra, perfettamente stabilizzate in generale si accontentano delle acque piovane quindi necessitano di apporti idrici regolari ma moderati solo nei periodi di prolungata siccità e nei mesi estivi. Le piante giovani o messe a dimora da poco tempo vanno irrigate invece con costanza ma sempre con moderazione per evitare che possano marcire. In inverno le annaffiature vanno sospese per consentire alla pianta di entrare in dormienza.

Concimazione

Al fine di favorire un’abbondante produzione di fiori, in primavera bisogna mescolare nel terreno una moderata quantità di sostanza organica o del letame ben maturo anche in polvere.

Morina -longifolia-fioritura

Morina: coltivazione in vaso

Questa caratteristica pianta erbacea perenne può essere coltivata anche in un vaso profondo, adeguato alla crescita verticale della sua robusta radice fittonante, riempito con terriccio poroso, ben drenato sul fondo.

Rinvaso

Va fatto quando le radici avventizie o secondarie occludono i fori del drenaggio dell’acqua. Il rinvaso si effettua in primavera, prima della ripresa vegetativa della pianta.

Moltiplicazione della Morina

La riproduzione avviene per seme.

Semina

Il periodo della semina varia in base al clima: nelle zone con clima invernale mite può essere fatta nel mese di settembre mentre nelle altre è preferibile aspettare la primavera.
I semi si mettono a germinare in un semenzaio freddo contenente una composta specifica tenuta umida fino alla comparsa delle piantine. Le piantine nate dai semi si lasciano irrobustire e quando sono abbastanza grandi da poter essere agevolmente maneggiate, si ripicchettano singolarmente in piccoli vasi e si fanno crescere in un luogo protetto, fino al momento di porle a dimora definitiva, nella primavera o nell’autunno dell’anno successivo. I primi fiori compariranno entro 2-3 anni dalla semina. Per favorire la germinazione, i semi possono essere scarificati o fatti svernare per 15 giorni in frigorifero, avvolti in uno straccio umido. I semi germinano prima se raccolti a fine estate e seminati immediatamente.

Impianto o messa a dimora

Le piantine di Morina si impiantano in un terreno esposto al sole per evitare che le piante vengano attaccate da parassiti o malattie fungine. L’impianto va fatto in base al clima, in autunno tra settembre-ottobre o in primavera tra marzo-aprile. Le buche destinate ad accoglierle devono essere ben lavorate, drenate e distanziate tra loro almeno 50 cm. Dopo la messa a dimora si apporta acqua fino a quando le piante sono ben stabilizzate.

Abbinamenti

Nelle aiuole o bordure miste le piante di Morina longifolia si possono abbinare con altre piante ornamentali che hanno le stesse esigenze colturali tipo Geranio, Alchemilla e Nepeta.

Potatura

La Morina si pota in autunno, recidendo tutti fusti a livello del terreno. La potatura drastica è utile per il completo rinnovamento della pianta, nella primavera successiva.

Parassiti e malattie della Morina

E’ una pianta rustica resistente agli attacchi dei comuni parassiti che solitamente colpiscono le piante ornamentali. Tuttavia i germogli teneri sono un richiamo per limacce e lumache. E’sensibile al marciume se coltivata in un terreno poco drenante o esposto all’ombra totale.

Cure e trattamenti

Le piante di Morina anche resistono alle basse temperature sopportano meglio il freddo se si proteggono le radici, tra novembre e marzo, con uno strato di paglia, cenere di legna o torba. Il marciume va contrastato assicurando un adeguato drenaggio al terreno di coltivazione. Le lumache vanno tenute a debita distanza dalle foglie tenere o con trappole oppure spargendo intorno al colletto della cenere di legna.

Morina-persica

Varietà di Morina

Morina persica

La Morina persica o Morina della Persia, è simile alla varietà descritta sia per il portamento sia per la forma delle foglie e differisce per la struttura del calice a lobi interi, la corolla bianca o bianco rosata e i filamenti lunghi quanto i lobi della corolla. L’epiteto specifico persica è riferito al color pesca dei fiori.

Usi

Le piante di Morina per la loro rustica bellezza, le fioriture abbondanti e spettacolari, la resistenza alla siccità e alle avversità, vengono largamente utilizzate in giardinaggio per realizzare bordure e aiuole fiorite, anche nei terreni rocciosi.

Gli steli sfioriti, recisi e fatti asciugare all’aria, sono utilizzati nelle composizioni floreali secche.

Nome inglese

La Morina longifolia nei Paesi anglosassoni viene chiamata whorl flower himalayano nome che fa riferimento al suo luogo di origine.

Curiosità

Il nome del genere Morina è un tributo a René Morin, il medico, botanico, meteorologo francese noto per aver pubblicato il primo catalogo di semi nel 1621. L’epiteto specifico longifolia si riferisce invece alla forma allungata delle foglie.