Cidia del pesco cura

Autore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Tempo di lettura: 4 minuti

Che cos’è la Cidia? Quali piante attacca? Come si manifestano i suoi attacchi? Quali danni provoca, come prevenire e come curare le sue infestazioni con i metodi di lotta biologica integrata e con metodi chimici?

FALENA
Photo by danielburchmore – Pixabay

La Carpocapsa o verme dei frutti è una larva di lepidottero di colore bianco-rosato che si nutre della polpa dei frutti. Questa in particolare colpisce i meli (cydia pomonella), ma attacca anche peri, nespoli, cotogni, castagni e noci. I danni che questo insetto parassita causa sono davvero enormi e se non viene trattato rapidamente può mettere a repentaglio interi raccolti.

Conosciuto anche come Cydia, questo parassita depone le uova un po’ ovunque. Le larve appena nate penetrano all’interno dei frutti scavano delle gallerie sino al centro e devastano i semi. Successivamente fuoriescono come larve mature che sotto forma di crisalidi si riparano nella corteccia dell’albero. Una volta adulti, questi insetti hanno l’aspetto di farfalline.

Che cos’è la Cydia del pesco

Cydia
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La cidia del pescoCydia molesta, conosciuta anche come tignola orientale, è una larva di un lepidottero che si nutre della polpa e dei semi delle pesche.

Gli adulti sono farfalle di medio-piccole dimensioni, con addome tozzo e ali di colore grigio-brunastro con screziature biancastre. Le larve sono lunghe 10-15 mm e provocano danni sui teneri germogli e sui frutti. Sono proprio le larve e soprattutto quelle di prima generazione che provocano danni alla pianta e a i frutti.

Sintomi da infestazioni di Cidia

PESCO
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Il frutto colpito dai bruchi della cidia si presenta forato e con escrementi sulla buccia. L’insetto penetra nell’interno dei frutti scavando una galleria attraverso il pericarpo (buccia) fino a provocarne l’avvizzimento e la cascola.

I segni di infestazione sono visibili ad occhio nudo in quanto dai fori fuoriesce un grumo di gomma e spesso, i frutti colpiti, inoltre, diventano molli per l’instaurarsi di altre patologie fungine. I frutti infestati dalla cidia finiscono per cadere e l’intero raccolto risulta compromesso.

Lotta biologica contro la tignola

Come per l’Anarsia per evitare le infestazioni delle Drupacee e soprattutto del pesco da parte di questo lepidottero attuano criteri di lotta guidata – integrata che si basano sul disorientamento sessuale ovvero i maschi attratti da trappole ormonali non fecondano le femmine e le generazioni si arrestano a vantaggio delle piante.

Un alleato efficace nella lotta biologica contro la Cidia e molti altre specie di lepidotteri è il Bacillus Thuringiensis, un batterio sporigeno abitante del terreno che opportunamente diluito in soluzione acquosa e irrorato sulla pianta provoca la morte per paralisi dei bruchi dei lepidotteri quando viene da essi ingerito.

Lotta chimica contro la Cydia del pesco

Gli interventi chimici prevedono l’uso di: Azinfos-metile, Clorpirifos-etile, Carbaril, e altri prodotti specifici, al superamento della soglia, che varia da 7-8 giorni, per la seconda generazione e 4-6 giorni, per le generazioni successive.

Cure e trattamenti

Melo, Verme
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Trappole e trattamenti preventivi specifici circa ogni 15 giorni. Difesa primaverile.

Un modo per eliminare il problema della Carpocapsa consiste nello sfruttare alcuni rimedi di tipo meccanico. Uno dei migliori è senza dubbio la trappola a fascia in cartone ondulato paraffinato. Questa tipologia di fasce consentono di eliminare le larve che si trovano nel tronco e che scendono per trasformarsi in crisalidi o svernare.

Il meccanismo di azione delle trappole a fascia è davvero semplice. Quando una larva ha finito il suo sviluppo all’interno dei frutti, scende nel tronco dell’albero e in quel momento resta intrappolata nella trappola. Queste trappole vanno installate sugli alberi e funzionano perché, essendo ondulate, danno l’idea agli insetti di poter fare la metamorfosi al loro interno.

Per eliminare l’insetto basta poi raccogliere le trappole e poi bruciarle. È necessario controllarle ogni circa 15 giorni anche per comprendere quante larve sono rimaste intrappolate.

Cydia: foto e immagini