Frangola: caratteristiche e proprietà

Rita Paola Maietta
  • Giornalista Pubblicista

La Frangola è una pianta che viene utilizzata in erboristeria grazie alle sue virtù lassative. Scopriamo meglio di cosa si tratta e le sue ulteriori proprietà.

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Chiamata Rhamnus frangula, la frangola è una pianta arborea. I suoi utilizzi risalgono sin dai tempi antichi. In passato, infatti, vi si estraeva del carbone. Con quel carbone si produceva della polvere pirica. Anche i suoi rametti venivano utilizzati: servivano, infatti, per produrre delle cannucce per pipa. La frangola ha diverse caratteristiche e proprietà che cercheremo di analizzare, nel modo più esaustivo possibile, di seguito.

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Frangola: caratteristiche

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Visivamente la frangola appare come un piccolo albero che non supera i 5 metri di altezza. La sua corteccia è liscia dal colore scuro. Non è escluso che possa essere punteggiata da diverse lenticelle chiare. Raggruppate, queste ultime formano delle striature orizzontali e parallele. Se posta a contatto con l’aria, la parte interna della corteccia che è gialla, diventa rosso scuro.

La frangola possiede delle foglie che essendo la Rhamnus frangula caducifoglia, cadono. Le foglie sono posizionate alla base dei rametti e hanno un picciolo di massimo 2 centimetri. La foglia è di tipo ellittico e ha un apice acuto. Non è escluso che la superficie della foglia sia pelosa.

I fiori della frangola sono raggruppati in fasci e non superano i 5 centimetri. I sepali hanno una forma triangolare mentre i petali sono cinque che hanno un colore che spazia dal bianco al verde. Se la pianta dovesse trovarsi in un luogo umido, potrebbe fiorire in modo scalare in primavera e in estate. Laddove il clima fosse più secco, invece, la fioritura avviene soltanto in primavera.

Dopo i fiori, nascono i frutti che sono di tipo sferico e dal colore porpora-violetto. Il loro colore, a maturazione inoltrata, diventa nero. Questa fase si ha in autunno. Nella polpa si hanno tre noccioli, ognuno dei quali ha un seme dentro. Se si dovessero ingerire tanti frutti, bisogna sapere che potrebbero essere tossici.

La parte che si utilizza della frangola non è costituita ne dai fiori ne dai frutti ma dalla corteccia dei rami. La corteccia va raccolta in primavera e si taglia in striscioline longitudinali. I pezzi saranno lunghi qualche centimetro. Il legno è molto usato nell’est europeo sia per produrre carbone che polvere da sparo.

Frangola: proprietà

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Stando a quanto sostenuto dall’omeopatia mondiale, la frangola viene considerata una pianta lassativa. I suoi usi sono, infatti, soprattutto se si soffre di stitichezza. Può essere utile somministrarla agli anziani oppure a chi deve sottoporsi ad esami diagnostici come, ad esempio, la colonscopia.

Questa proprietà è dovuta al fatto che la frangola contiene la frangulina ovvero un lassativo naturale contenuto nella sua corteccia. Si tratta di una sostanza che è in grado anche di ridare tono alle fibre muscolari dell’intestino, il tutto senza creare dipendenza o irritare. I glicosidi antrachinonici interagiscono con la flora batterica e, dunque, possono stimolare in modo dolce la peristalsi e la naturale funzionalità intestinale.

Si tratta di sostanze che permettono alla muscosa intestinale di riassorbire sia l’acqua che il sodio ma anche il cloro. In questo modo, ne risultano delle feci più idratate. La frangola può essere utilizzata anche nel caso di utilizzo prolungato. E’ consigliata soprattutto a chi soffre di intestino pigro, anche se ci sono ragadi ed emorroidi.

Frangola: uso

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Dato che è nella corteccia che sono presenti le sostanze che favoriscono l’evacuazione intestinale, è proprio la corteccia che va adoperata. Quest’ultima, una volta essiccata, può essere usata sia internamente che esternamente. Se si vuole assumere per bocca, bisogna preparare un decotto. Occorrerà un cucchiaino raso di frangola che dovrà essere versata in una tazza colma di acqua fredda. L’acqua dovrà essere fatta bollire. Dopo aver portato l’acqua a bollore, la mistura deve essere fatta riposare per dieci minuti. Soltanto dopo aver filtrato il decotto, potrà essere bevuto. Il momento migliore per assumerlo è quello dopo la cena.

Se si volesse utilizzare la frangola per uso esterno, invece, bisogna usare il decotto come se fosse un collutorio. Bisognerà, infatti, sfregarlo su afte e stomatiti.

Frangola: effetti collaterali

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Se si dovesse sovradosare la frangola, non è escluso che il trattamento potrebbe provocare diarrea e dolori all’addome. Ecco perché non bisognerebbe usarla per troppo tempo. Come tutti i lassativi, benché sia naturale, potrebbe causare inerzia all’intestino.

Sarebbe bene anche non utilizzare la frangola quando si è in dolce attesa oppure in allattamento. Anche i bambini di età inferiore ai 12 anni non dovrebbero assumerla. Inoltre, se ne sconsiglia l’uso anche se si soffre di diverticolite, appendicite, gastrite, e se si hanno fistole perianali o subocclusioni intestinali. Non è escluso che possa interagire con altri medicinali e potrebbe causare aritmie.

Frangola: caratteristiche e proprietà

Ora che sai tutto sulla frangola, credi che proverai a coltivarla nel tuo giardino per le sue proprietà lassative? Prima di metterti al lavoro, se hai trovato utile questo articolo, condividilo con un amico a cui potrebbe fare piacere.