Cicuta – Conium maculatum


Cicuta-Conium maculatum

La cicuta, è una pianta erbacea velenosa che cresce spontanea un po’ ovunque in zone collinari, lungo i sentieri umidi dei boschi, nei terreni incolti delle campagne e persino nell’orto dove spesso viene confusa con il prezzemolo o con i ciuffi erbacei delle carote.


Caratteristiche della Cicuta

La cicuta, nome scientifico Conium maculatum, è una pianta della famiglia delle Apiaceae originaria dell’America del Nord.

La pianta di cicuta, a ciclo biennale, è provvista di una radice cava, tuberosa-fittonante con varie piccole radici avventizie che l’ancorano saldamente al terreno.

La parte aerea alta mediamente più di 1 metro, è formata da fusti cavi, eretti e glabri di colore verde con chiazze rosso-nerastre ben visibili su tutta la loro lunghezza.

Le foglie composte, pennatosette, sono lunghe 50 cm, larghe 40 cm e di colore verde prato. Ciascuna foglia ha la forma triangolare ed è suddivisa in tante foglioline con bordi fortemente incisi per lo più fogli dentati. piccoli fiori bianchi o verdi, tuberi grandi, radici cave.

Cicuta-fiori

I fiori, bianchi o verdastri, sono riuniti in grandi infiorescenze ombrellifere, che durante il periodo della fioritura compaiono numerose sugli apici dei fusti.  I fiori generalmente fanno la comparsa dal secondo anno di vita della pianta.

I frutti sono piccoli semi oblunghi altamente tossici che spesso vengono confusi con quelli del finocchio selvatico o con quelli del prezzemolo.

Fioritura: la cicuta fiorisce nel periodo primavera-estate, da aprile inoltrato fino alla fine di agosto.

Cicuta-fiori

Come si moltiplica la cicuta?

E’ un’erbacea molto resistente alla avversità e all’attacco dei comuni parassiti animali. Si propaga per autosemina dando vita a nuove piante in breve tempo. Per estirparla dal proprio orto per non confonderla con il comune prezzemolo si consiglia di indossare sempre i guanti da giardinaggio. fatela essiccare e poi bruciatela.

Come riconoscere la cicuta?

Le foglie e gli steli del Conium maculatum, a differenza del prezzemolo o del cerfoglio che risultano gradevolmente aromatiche, quando vengono spezzati o strofinati fra le dita emanano un odore nauseabondo che ricorda l’urina dei gatti.

In caso di presenza di cicuta nel prato e nell’orto si consiglia di estirpare le piante e di bruciarle soprattutto se sono presenti i semi soprattutto se ci sono bambini.

Perchè la cicuta è velenosa o altamente tossica?

La cicuta è velenosa che può risultare mortale, perchè contiene in tutte le sue parti 5 diversi alcaloidi, componenti neurotossici naturali quali coniina, conidrina, pseudoconidrina, coniceina, metilconicina, sostanze che agiscono a livello delle sinapsi neuromuscolari provocando problemi digestivi (vomito) seguiti da intensi mal di testa, parestesia (prurito diffuso, formicolio), paralisi degli arti superiori ed inferiori, diminuzione della forza muscolare.

La tossicità si manifesta prevalentemente a livello neuromuscolare. L ‘avvelenamento può avvenire  per via diretta per ingestione accidentale delle foglie erroneamente raccolte con altri tipi di verdure come è accaduto per gli spinaci e anche per via indiretta mangiando carni  di animali che avevano precedentemente assunto e digerito la sostanza tossica della cicuta.

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Per chi è tossica la cicuta?

La pianta è tossica per l’uomo e per gli animali ma non per gli erbirvori, mucche, cavalli, pecore che pur pascolando liberi la riconoscono e si tengono quindi lontano da essa. La dose letale vaia in relazione alle dimensioni di un animale: 500 grammi circa di cicuta per una mucca, 2 chilogrammi per un cavallo e pochi grammi per pecore e montoni. I volatili, quaglie, allodole ed altri tipi di uccelli, pur essendo immuni accumulano le sostanze tossiche della cicuta nei loro tessuti e pertanto  il veleno agisce anche indirettamente causando il coturnismo, cioè l’avvelenamento naturale in seguito ad ingestione di un animale che se ne era cibato in precedenza.

Cosa provoca l’ingestione accidentale?

L’ingestione accidentale delle diverse parti della pianta (foglie, semi e frutti immaturi) provoca un malessere generale accompagnato da sintomi inconfondibili come vomito, forti dolori addominali, paralisi delle terminazioni nervose quindi soffocamento e morte.

Esiste un antidoto contro l’avvelenamento da cicuta?

Contro l’avvelenamento da cicuta ancora oggi non è stato trovato alcun antidoto nè per l’uomo nè per gli animali di grande e piccola taglia infatti tale pianta rientra anche nella lista delle piante velenose per cani e gatti.

Cosa fare in caso di avvelenamento accidentale?

In caso di sospetto o accertato avvelenamento da cicuta informare il proprio medico di famiglia, e recarsi immediatamente in ospedale o meglio ancora presso un Centro antiveleni.

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Varietà di cicuta

Oltre alla cicuta maggiore o Conium maculatum altre specie velenose diffusa nei paesi del mediterraneo sono:

  • la cicuta minore o Aethusa cynapium, una varietà selvatica che da giugno ad ottobre cresce spontanea nei terreni incolti, lungo i sentieri collinari e e in tutte le zone ombrose boschive. La tossicità della cicuta minore è dovuta soprattutto alla cinapina. L’ingestione accidentale causa nausea, vomito, rallentamento della frequenza cardiaca, paralisi muscolare, insufficienza respiratoria ed arresto cardiaco;
  • la cicuta acquatica o Cicuta virosa, una specie  più rara che cresce spontanea nelle zone umide come acquitrini e stagni. La tossicità è dovuta alla cicutossina, una tossina che provoca danni neuromuscolari, convulsioni, crisi epilettiche, ecc.

Cicuta

Curiosità sulla cicuta

Nella Grecia antica la cicuta veniva somministrata per dare la pena di morte e, infatti, è passata alla storia come la bevanda che diede la morte al filosofo Socrate, che condannato alla pena capitale la ingerì sotto forma di infuso.

La cicuta, nonostante la sua alta tossicità, anticamente veniva anche e comunque impiegata nella cura delle crisi epilettiche, come calmante, antidolorifico e antinevralgico naturale. Oggi questa pianta velenosa non trova alcun impiego fitoterapico.

La pianta di cicuta si confonde con la carota selvaggia, conosciuta anche come il pizzo della regina Anne in relazione ai suoi fiori disposti a formare la trama di un merletto.

Galleria foto piante velenose

LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger

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