Regno Unito invaso dai polpi: addio granchi e aragoste

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Regno Unito invaso dai polpi: il riscaldamento delle acque intorno al Devon e alla Cornovaglia sta causando una vera e propria invasione della zona da parte del polpo tipico del Mediterraneo, che fa incetta di granchi e aragoste e lascia a bocca asciutta i pescatori locali. A rischio l’economia blu UK.

Polpo
Photo by Pexels – Pixabay

Quello che più distingue il Regno Unito a livello alimentare è senza ombra di dubbio il suo piatto più iconico: il fish & chips. A causa di una recente invasione di polpi nelle acque inglesi però, questo piatto potrebbe sparire dai menù. Si tratta dell’octopus vulgaris, una specie tipica del Mediterraneo che però, in quel del Devon e della Cornovaglia, non si era mai visto. Questo polpo sta letteralmente divorando il pescato delle comunità locali, facendo incetta di granchi, aragoste, sogliole e platesse, finendo poi a sua volta nelle reti dei pescatori che, in assenza di altro, lo stanno trasformando nel nuovo piatto nazionale.

La causa è, ancora una volta, dell’aumento delle temperature globali, che hanno reso le fredde acque inglesi più calde, rendendole l’habitat ideale per la sopravvivenza e la proliferazione di questa specie di polpo. Se da un lato questo apre scenari positivi in termini economici, visto che non sarà più necessario importare polpi, dall’altro sale la preoccupazione per la biodiversità e la salvaguardia dell’ambiente.

Regno Unito invaso dai polpi

Polpo
Photo by Antociano – Pixabay

La scena più ricorrente nei porti inglesi del Devon e della Cornovaglia, una volta che le navi da pesca sono rientrate dopo il lavoro quotidiano, è quella che vede i pescatori svuotare le nasse e trovarvi quasi esclusivamente polpi. Notoriamente, questi non vivono nelle acque del Regno Unito poichè queste sono troppo fredde per la loro sopravvivenza, ma da qualche tempo sembrano essere l’unica specie rimasta. Si tratta di una vera e propria invasione, che sta togliendo dalle reti da pesca numerosi altri pescati:

  • granchi,
  • aragoste,
  • naselli,
  • spigole.

I polpi, infatti, sono ghiotti di questi pesci, e ne fanno incetta, lasciando ai pescatori solamente le carcasse vuote. Così facendo, i commerci locali hanno iniziato a sfruttare la presenza dei polpi e a venderli come pescato principale: al prezzo di 7 libbre al chilo, hanno fatto guadagnare 13.000 euro in più a settimana ai pescatori. La stima del New York Times fa rimanere a bocca aperta, ma viene da chiedersi se ci sia davvero da festeggiare.

Allarme biodiversità

Polpo
Photo by susobande – Pixabay

La risposta è, ovviamente, no. Anche se i polpi sono più remunerativi di altri pesci, il calo drastico delle altre specie sta preoccupando parecchio gli operatori e l’economia ad essi collegata. Ancora di più, però, preoccupa il risvolto ambientale di questa invasione, tanto da spingere le autorità locali ad avviare un’indagine per capire le cause e i possibili risvolti di questa nuova presenza nelle acque inglesi. Secondo gli scienziati e i biologi marini, l’arrivo dei polpi del Mediterraneo è da ricondurre alla crisi climatica e all’aumento delle temperature delle acque.

Stando alle loro previsioni, invasioni di questo tipo saranno ancora più frequenti in futuro, portando nel Regno Unito nuove specie e facendo scomparire quelle autoctone. Questo, in effetti, è quello che sta succedendo anche da noi, dove il Mediterraneo si sta letteralmente tropicalizzando. Nel nostro mare, infatti, stanno scomparendo acciughe e molluschi per far posto a specie che lungo le nostre coste non si sono mai viste.

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