C’è speranza per tigri ed elefanti: lo dice Focus
Tigri ed elefanti hanno ancora una speranza di sopravvivenza: a dirlo un articolo di recente pubblicazione sulla rivista Focus, che illustra i risultati positivi di due ricerche, i quali donano speranza alla sopravvivenza delle specie. A legare le due ricerche è la foresta: ecco come.
Guarda il video

Al giorno d’oggi quando si leggono aggiornamenti riguardo lo stato di conservazione delle specie animali, nella maggior parte dei casi si ha di fronte una notizia negativa o che mette in guardia circa una possibile estinzione. Fortunatamente però, esistono ancora delle buone notizie per la biodiversità. Ne porta due esempi la rivista Focus, che ha illustrato i risultati di due ricerche non collegate tra loro, che mostrano come tigri ed elefanti stiano aumentando in numero e come, forse, questo rappresenti la luce in fondo al tunnel che si attendeva da tanto tempo.
Senza gridare al terminato allarme, questo tipo di notizie fa ben sperare, poichè mostrano quali sono le condizioni in cui una specie può non solo conservarsi, ma anche prosperare e crescere. Ecco di cosa parlano le ricerche e cosa implicano i risultati ottenuti dagli studiosi.
Tigri ed elefanti hanno ancora una speranza

La prima ricerca di cui parla Focus riguarda le tigri di Sumatra ed è stata condotta con l’utilizzo di stazioni fotografiche collegate a sensori di movimento, che si usano per documentare animali molto rare e sfuggenti (chiamate fototrappole). Geograficamente, siamo nell’ecosistema Leuser, una delle aree più grandi e incontaminate della foresta pluviale tropicale del Sud Est Asiatico che si trova tra le province di Aceh e Nord Sumatra, in Indonesia. Quest’area è importantissima per la biodiversità, e la presenza delle tigri ne è una dimostrazione.
Le fototrappole, infatti, hanno registrato una presenza altissima di tigri di Sumatra, pari a più del doppio degli esemplari documentati nel resto dell’isola di Sumatra. In particolare, si parla di 17 tigri in 90 giorni nel 2023 e di 18 tigri nel 2024. Questo tipo di tigre ha bisogno di molte prede per sopravvivere, e il fatto che ce ne siano così tante implica, di conseguenza, che le foreste di quest’area pullulano di moltissime altre specie animali, primo tra tutti il cervo sambar. Inoltre, questi dati sono una dimostrazione che le ronde mensili organizzate dai ranger e dalle ong stanno funzionando e sta diminuendo il bracconaggio. Molto ancora resta da fare prima di cantare vittoria, ma questi dati sono sicuramente un segnale positivo per la specie.
Segnali positivi per la biodiversità

La seconda ricerca riguarda invece gli elefanti africani di foresta dell’Africa Centrale, ossia quelli presenti negli stati di:
- Repubblica del Congo;
- Gabon;
- Repubblica Democratica del Congo;
- Repubblica Centrafricana.
Questa specie è trattata separatamente dall’elefante della savana solamente dal 2021 ed è considerata un ingegnere ecosistemico. Il suo ruolo all’interno della foresta è infatti importantissimo, poichè elimina gli alberi più piccoli e fa crescere quelli più grandi, favorendo anche la dispersione dei semi. Uno studio del DNA prelevato dagli escrementi di questi elefanti ha permesso di definire accuratamente il numero di esemplari viventi, che supera le 135.000 unità, un totale che supera del 16% i dati del 2016. Gli elefanti rimangono ancora a rischio estinzione, soprattutto a causa del bracconaggio e della riduzione del loro habitat naturale, ma i numeri odierni danno speranza.
Così come per le tigri, anche per gli elefanti la salvaguardia rimane in bilico, ma questi numeri positivi indicano che, perlomeno, si sta andando nella direzione giusta sia a livello di interventi volti alla conservazione delle specie animali, sia in termini di ricerca e monitoraggio.