Allarme biodiversità: 10 nuove specie a un passo dall’estinzione nel 2026
Sono 10 le nuove specie a rischio estinzione nel 2026: animali e piante che rischiano la sopravvivenza aumentano di anno in anno, e per la biodiversità del pianeta si tratta di notizie pessime. Ecco quali specie rischiano di non farcela, e cosa andrebbe perduto insieme a loro.
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- 10 new entry in lista
- L’anguilla europea
- Il gibbone cao-vit
- La tarantola arcobaleno indiana
- Il pangolino di Temminck
- Il falco sacro
- Il leopardo nebuloso
- L’iguana di Utila
- Il fer de lance di Saint Lucia
- Il pesce chitarra dal mento nero
- I tulipani selvatici
- Allarme biodiversità, 10 nuove specie a un passo dall’estinzione nel 2026: foto e immagini
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Il cambiamento climatico e l’azione dell’uomo stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di tantissime specie di piante e animali. Dopo pochi giorni dall’inizio del 2026, sono ben 10 le specie che entrano ufficialmente tra quelle a rischio estinzione: ad accendere i riflettori su questa durissima realtà è Fauna & Flora, che il 7 gennaio ha pubblicato la nuova Species to Watch List, individuando le principali cause della decimazione:
- perdita degli habitat naturali,
- sfruttamento intensivo delle risorse,
- commercio illegale di animali selvatici,
- cambiamento climatico.
10 new entry in lista
Ogni anno la lista delle specie a rischio estinzione fotografa con precisione quali sono gli animali e le piante la cui sopravvivenza è maggiormente sotto minaccia. Per il 2026 sono ben 10 le specie di nuovo ingresso nella lista, si trovano sparse in tutto il mondo e, in alcuni casi, abitano anche il territorio italiano ed europeo.
L’anguilla europea
Partiamo da casa nostra: l’anguilla europea, un tempo comunissima in fiumi e laghi, è oggi a forte rischio estinzione. Solo nel Regno Unito, in appena 25 anni, la popolazione è diminuita del 95% a causa di pesca eccessiva, inquinamento degli ecosistemi di acqua dolce, dighe e mercato illegale.
Il suo ruolo nella catena alimentare permette la sopravvivenza di lontre, uccelli e numerosi pesci.
Il gibbone cao-vit
Per moltissimi anni si è creduto che il gibbone cao-vit, uno dei primati più rari del pianeta e abitante delle foreste dell’Asia sudorientale, fosse estinto, ma nel 2022 è tornato nei radar. Si tratta ancora, però, di una specie estremamente fragile, di cui si contano appena 74 esemplari in tutto il mondo. A metterlo a rischio nel 2026 la perdita di diversità genetica e la vulnerabilità agli eventi estremi.
La tarantola arcobaleno indiana
Un altro animale rarissimo è la tarantola arcobaleno indiana, un ragno che vive nelle foreste dei Ghati Occidentali (India del Sud) ed è caratterizzato da colori iridescenti dai riflessi metallici. Si tratta di una specie che riscuote tanto (troppo) successo nel mercato nero degli animali esotici, che deve fare anche i conti con la distruzione del suo habitat naturale e con il cambiamento climatico.
Il pangolino di Temminck

Uno degli animali simbolo della fragilità della biodiversità mondiale è il pangolino di Temminck, l’unico della sua specie ad essersi adattato a vivere in zone aride, e che oggi abita l’Africa orientale e meridionale. Le sue squame sono ambitissime nel mercato nero, che rappresenta la minaccia più importante alla sua sopravvivenza. Per salvarlo, si stanno creando strutture di emergenza per la riabilitazione degli esemplari scampati ai cacciatori.
Il falco sacro
In Medio Oriente uno degli uccelli più apprezzati nella falconeria è il falco sacro, per secoli e secoli cacciato e messo in serio pericolo. A causa di questa fama, oggi si contano meno di 30.000 esemplari in natura, messi a dura prova anche dal commercio illegale a livello internazionale.
Il leopardo nebuloso
Caratterizzato da un mantello maculato, il leopardo nebuloso è uno dei felini più affascinanti in assoluto, ma proprio per questo anche uno di quelli a più alto rischio estinzione: la sua pelle, i denti e le ossa, infatti, vengono venduti sul mercato nero spacciati per parti di tigre, ma non solo. Il leopardo si vende anche ancora vivo come animale esotico.
L’iguana di Utila

Utila, un’isola dell’Honduras, è l’unico luogo al mondo in cui vive un’iguana rarissima, che abita le foreste di mangrovie e che rappresenta un esempio lampante di come da una situazione critica si può riabilitare una specie grazie alla protezione degli habitat naturali. La sua situazione rimane fragile, ma i segnali di ripresa sono più che positivi.
Il fer de lance di Saint Lucia
A rappresentare la principale minaccia per il fer de lance di Saint Lucia (Caraibi) è la paura. Questa vipera gigante può superare i due metri di lunghezza e il suo veleno può essere fatale, motivo per cui si preferisce sterminarla, non sapendo che è una specie poco aggressiva e che morde solamente se sotto minaccia. A questo punto, può salvare la specie solamente la trasformazione in patrimonio naturale.
Il pesce chitarra dal mento nero
Tra le specie a rischio nel Mediterraneo e nell’Atlantico, si trova poi il pesce chitarra dal mento nero, una creatura che presenta alcune caratteristiche degli squali e altre delle razze. Questa è tra le specie che corrono i maggiori rischi a causa della pesca intensiva e della distruzione degli habitat costieri, poichè ha ritmi riproduttivi molto lenti, che la avvicinano terribilmente all’estinzione.
I tulipani selvatici
Anche le piante sono a rischio estinzione: lo dimostrano i tulipani selvatici, originari delle montagne dell’Asia centrale, che oggi sono decimati a causa di pascoli eccessivi, raccolta indiscriminata, azione umana, urbanizzazione e cambiamento climatico.
Allarme biodiversità, 10 nuove specie a un passo dall’estinzione nel 2026: foto e immagini