Tari: come e quando quando richiedere il rimborso IVA

Autore:
Laura Scarpellini

Tari che vede l’applicazione dell’aliquota Iva essere stata inclusa erroneamente. Infatti da verifiche attuate risulta esserci stata in molti casi, una doppia richiesta del contributo fiscale. Si è andati ad evidenziare che l’imposta dell’Iva non può essere applicata su di una tassa (in questo caso la Tari). Ecco che  i contribuenti che sono stati coinvolti in tale disguido fiscale, potranno avanzare richiesta di rimborso. Facciamo chiarezza su chi siano i cittadini italiani effettivamente coinvolti, e come sarà opportuno procedere.

SOLDI, EURO
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Tari, rimborso dell’IVA versata: quando si può richiedere il rimborso

Tari che vede l’applicazione dell’aliquota Iva essere stata inclusa erroneamente nei conteggi. Da verifiche svolte si sarebbe verificata una doppia richiesta del contributo fiscale. L’imposta dell’Iva è stato chiarito che non può essere applicata su di una tassa (in questo caso la Tari).

Ecco che i contribuenti che sono stati coinvolti in tale disguido fiscale, potranno avanzare regolare richiesta di rimborso. Cerchiamo di fare chiarezza su chi siano i cittadini italiani effettivamente coinvolti, e come sarà opportuno procedere.

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La Corte di Cassazione fa chiarezza in merito

Quando sull’importo finale della Tari entra in gioco anche il calcolo dell’Iva, ecco che si viene a presentare una doppia richiesta del versamento dell’onere fiscale. Il contribuente in questo caso non sta pagando per un servizio, ma sta versando un’imposta pertanto l’Iva non è dovuta.

Per fare chiarezza in merito si è esposta la Corte di Cassazione emettendo la sentenza 5078 del 2016, unitamente alla Corte Costituzionale con relativa sentenza 238 del 2009.

Tali emendamenti hanno sancito l’illegittimità dell’applicazione dell’aliquota Iva, sulle imposte. Ecco quindi che anche la Tari essendo una tassa, non può vedere l’applicarsi dell’Iva, che risulterebbe essere una doppia imposizione fiscale.

Raccolta, Rifiuti
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Tari eccessive per i cittadini

È emerso inoltre che risultino essere diversi quei Comuni che in passato hanno applicato l’IVA al 10%, anche sulla tassa dei rifiuti. Di fatto numerosi cittadini si sono ritrovati a dover pagare somme relative alla Tari, con importi non dovuti che sono arrivati a toccare anche la soglia dei 100 euro, per annualità.

La buona notizia è che sarà possibile avanzare richiesta di rimborso per gli ultimi 10 anni. Infatti non vi è la prescrizione del diritto di rimborso dell’imposta Iva, come sancito dall’articolo 2946 del Codice Civile. Purtroppo però per gli anni antecedenti al decennio la prescrizione viene applicata, non consentendo alcuna possibilità di rientro.

Come richiedere il rimborso dell’Iva

Potranno avanzare richiesta di rimborso dell’Iva versata sulla Tari degli ultimi 10 anni, solamente i privati cittadini. Sarà necessario presentare la domanda di rimborso presso lo sportello dell’Ufficio Tributi del proprio Comune di riferimento o presso gli sportelli delle associazioni di consumatori.

Sarà necessario provvedere alla compilazione di un modulo apposito, allegando le ricevute dell’avvenuto pagamento del tributo comunale, e dell’Iva annessa. Non dovranno mancare inoltre le relative comunicazioni da parte del Comune trasmesse nel corso degli ultimi 10 anni, in cui venga ben specificata sulla fatturazione, l’incidenza dell’IVA sul tributo della Tari.

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