Superbonus, scattano i controlli dell’ADE sugli immobili

Autore:
Erika Fameli
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Al via i controlli dell’ADE sugli immobili del Superbonus. Presto l’Agenzia delle Entrate inizierà a consegnare le sue lettere di compliance a chi ha beneficiato del Superbonus ma non ha ancora aggiornato la rendita catastale del proprio immobile. Ecco come sapere in anticipo se si riceverà la lettera oppure no.

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La manovra di Bilancio 2024 prevedeva un aggiornamento delle rendite catastali per tutti gli immobili che hanno beneficiato dei lavori del Superbonus. A distanza di un anno, l’Agenzia delle Entrate si prepara a far partire i controlli, e le relative lettere di compliance nel caso le rendite catastali risultassero invariate anche a fronte di lavori di riqualificazione immobiliare. Alla base di quest’obbligo per i proprietari, c’è il fatto che grazie ai lavori del Superbonus, gli immobili hanno acquisito valore.

Di conseguenza, questo incremento deve essere opportunamente segnalato nei dati della visura catastale. Sono però molte le persone che non hanno ancora adempiuto a far modificare la rendita catastale del proprio immobile, e il motivo è molto semplice: ad un aumento di valore della rendita, corrisponde una serie di aumenti in tasse e imposte ad essa strettamente connessi.

Perché cambiare la rendita catastale?

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Quando si acquista un immobile, la rendita catastale è quella che determina il valore dell’immobile stesso su carta. Non ha nulla a che fare con il valore di mercato, ma è il dato che si prende in considerazione quando si devono calcolare le varie tasse e imposte relative alla casa. Ne sono un esempio l’imposta di registro, l’IMU e persino la Tari. Di conseguenza, ad una rendita catastale più bassa corrispondono oneri inferiori, mentre ad una rendita più alta corrispondono oneri maggiori.

Per questo è importante aggiornare la rendita catastale del proprio immobile dopo aver effettuato determinati interventi che ne aumentano il valore catastale. Tra questi interventi rientrano quelli del Superbonus. Proprio questi risultano essere tra i più ignorati dagli italiani, tanto che nella manovra di Bilancio 2024, è stato introdotto l’obbligo di adeguamento. Ancora non ci sono stati interventi concreti da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma inizieranno a breve, per regolarizzare le rendite di mezza Italia.

Al via i controlli dell’ADE

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I controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle rendite catastali infatti, inizieranno a breve. A seguito della verifica dell’ADE sull’aggiornamento delle rendite, partiranno le lettere di compliance nei confronti di chi non ha adempiuto all’obbligo di adeguamento dopo aver eseguito opere di riqualificazione immobiliare. Per sapere se si rientra tra coloro che riceveranno la tanto odiata lettera, basta analizzare la propria situazione. Innanzitutto, si deve sapere che l’obbligo di aggiornamento scatta se si rivaluta l’immobile di almeno il 15%, sia in positivo che in negativo. Quindi, riceverà una lettera chi ha fatto interventi che rientrano in una delle seguenti categorie:

  • creazione di nuove categorie catastali;
  • aumento della classe catastale;
  • variazione dei vani catastali;
  • cambio di destinazione d’uso;
  • interventi sulla classe energetica (cappotto termico, fotovoltaico, ecc.).

In tutti questi casi infatti, il valore dell’immobile è fortemente modificato dagli interventi operati. Tanto da determinarne un incremento o una diminuzione. Questi interventi, non a caso, sono quelli che rientrano nel raggio d’azione dell’ormai defunto Superbonus, e che hanno permesso la riqualificazione di moltissimi edifici italiani nel corso degli ultimi anni. Per quanto non piaccia a nessuno pagare più tasse, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e riconoscere che se c’è stato un aumento di valore, è giusto prenderne atto e metterlo nero su bianco.

Superbonus, scattano i controlli dell’ADE sugli immobili: foto e immagini