Stop alle occupazioni abusive: lo sfratto lampo potrebbe estendersi alla seconda casa
Una nuova proposta della Lega vorrebbe estendere lo sfratto lampo anche sulla seconda casa, e non limitarlo all’occupazione della prima abitazione. Ecco come il Carroccio intende aumentare l’incisività del Decreto Sicurezza, con lo scopo di tutelare maggiormente i proprietari e punire gli occupanti.
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Lo scorso giugno il governo ha varato una normativa che prevede lo sgombero immediato per la prima casa occupata abusivamente, ma questo non sembra bastare alla Lega, che al Decreto Sicurezza vuole conferire una maggiore autorevolezza e incisività, estendendo lo sfratto lampo a tutte le case occupate, anche alla seconda, alla terza e via dicendo.
Si tratta di una stretta ritenuta necessaria per aumentare le tutele a favore dei proprietari, e per tentare di infondere una maggiore fiducia in coloro che hanno proprietà da immettere sul mercato, ma rinunciano ad affittare per timore di occupazioni illecite o morosità degli inquilini. Ecco cosa prevede la proposta avanzata da Matteo Salvini, e cosa cambierebbe per gli occupanti e i proprietari.
Sfatto lampo anche sulla seconda casa

Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri un decreto contenente, tra le altre, una proposta relativa agli sgomberi e alle occupazioni abusive. A farne menzione è Matteo Salvini, che in occasione della conferenza di Confedilizia a Napoli, afferma che:
Nel Decreto Sicurezza che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri la prossima settimana sto insistendo per inserire l’immediato sgombero non solo della prima casa occupata abusivamente, ma anche di tutte le altre.
Parallelamente, il Governo sta valutando anche la riforma delle procedure di sfratto, come annuncia il Ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti. In particolare, si tratta di un disegno di legge in fase di verifica tecnica che prevede tempi molto più brevi per gli sfratti: 10 giorni, e senza notifica di preavviso di rilascio. In poche parole, quindi, l’inquilino verrebbe a sapere dello sfratto solamente con l’atto di precetto. Una volta decorso il termine, l’esecuzione si potrebbe quindi avviare immediatamente, concludendosi entro 30 giorni. Inoltre, si potrebbe rinviare il termine solo una volta e per un massimo di 60 giorni, ma solamente in presenza di situazioni particolarmente delicate, come:
- anziani ultrasettantenni,
- disabili,
- persone affette da gravi patologie.
Una modifica necessaria

Per molti, questa proposta rappresenta una modifica necessaria, che da un lato assicura una maggiore tutela ai proprietari immobiliari, e dall’altra garantisce una pena ai trasgressori. Parallelamente, inoltre, sgomberi su tutte le occupazioni e sfratti lampo permetterebbero di rilanciare il mercato immobiliare delle locazioni, infondendo una maggiore fiducia nei proprietari e favorendo anche l’allentamento della pressione che attualmente mette sotto sforzo il settore. Anche Confedilizia si dice favorevole all’iniziativa:
Due temi importantissimi che consentirebbero, se uniti al Piano Casa, un’operazione a tutto tondo e a largo raggio per migliorare l’accesso all’abitazione. Se si dà più fiducia al proprietario, si danno risposte anche agli inquilini.
Dall’altro lato, il sindacato degli inquilini (Sunia), contesta l’impostazione della riforma e sottolinea l’assenza di politiche sociali adeguate, che garantirebbero la giusta tutela anche agli inquilini:
La morosità è nella stragrande maggioranza dei casi incolpevole, eppure da 4 anni non viene rifinanziato il fondo di sostegno all’affitto. Sarebbero necessari 900 milioni.
A prescindere dai singoli pareri, però, è certo che il disagio abitativo rimane elevatissimo in Italia, interessando circa 1,5 milioni di famiglie, il 78% delle quali vive in affitto. Per le categorie più fragili (giovani, separati, famiglie numerose e anziani), l’accesso alla casa è sempre più difficile, e misure che favoriscano la risoluzione della crisi sono più che necessarie.