Spese di casa e detrazioni: quali si scalano nel 730/2026
In vista della dichiarazione dei redditi è bene sapere come funzionano le spese di casa e detrazioni. Quali spese si possono portare in detrazioni e quali invece no? Quali sono le percentuali di detrazione e i massimali di spesa per ogni singola voce? Chi ne ha diritto? Ecco una guida completa al 730/2026.
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Si avvicina il momento di compilare il 730 e tirare le somme delle uscite per la casa relative al 2025. Fortunatamente, alcune di esse si possono portare in detrazione, recuperandone così una parte. Il sistema fiscale italiano, infatti, permette di abbassare le tasse dovute compensandole con le spese, tra cui quelle domestiche rappresentano una fetta decisamente importante.
Ecco una guida completa per conoscere, capire e applicare le tante aliquote, limiti e clausole delle singole voci di spesa, per sapere chiaramente cosa si può detrarre nel 730 e in che misura.
Spese di casa e detrazioni

Non si può parlare di spese di casa e detrazioni senza dedicare il giusto spazio ai bonus edilizi. Grazie ad essi, infatti, è possibile portare in detrazione diversi tipi di spese, che possono riguardare:
- le ristrutturazioni edilizie (50% sulla prima casa e 36% sulla seconda, fino ad una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare),
- il risparmio energetico (50% prima casa e 36% seconda, ma con massimali di spesa che variano in base al tipo di intervento),
- i mobili ed elettrodomestici (50% fino ad un massimo di 5.000 euro nell’ambito di una ristrutturazione più ampia),
- l’eliminazione delle barriere architettoniche (75% per gli interventi effettuati entro il 31 dicembre 2025).
Inoltre, è bene sapere che si possono portare in detrazione anche le spese assicurative contro eventi calamitosi, come terremoti o alluvioni, deducibili con un’aliquota del 19%. Per poter usufruire di tutte queste detrazioni è necessario aver utilizzato pagamenti tracciabili per il saldo delle spese e aver conservato tutta la documentazione, incluse fatture e ricevute di pagamento. Inoltre, alcune detrazioni richiedono l’uso del bonifico parlante.
Mutuo e affitto

Per quanto riguarda il mutuo, esistono due tipi di detrazioni: il 19% sugli interessi passivi del mutuo (fino a 4.000 euro di spesa per la prima casa e fino a 2.582 euro per la ristrutturazione); e il 19% sui costi dell’intermediazione immobiliare, fino ad un massimo di 1.000 euro. La questione invece è più variegata per il canone di affitto, poichè si configurano diversi scenari in base alla tipologia di contratto e alla motivazione che spinge all’affitto.
I contratti a canone libero danno diritto ad una detrazione di 300 euro per i redditi inferiori a 15.494 euro, e di 150 euro per i redditi che arrivano fino a 30.987 euro, mentre per quelli a canone concordato la detrazione spettante è di 496 euro per i redditi più bassi e a 248 euro per quelli fino alla seconda soglia. Chi si trasferisce per motivi di lavoro, invece, ha diritto ad una detrazione pari a 992 euro per i redditi più bassi e a 496 euro per quelli intermedi, a patto che la casa in affitto sia a più di 100 km e in una regione diversa da quella di residenza (questa agevolazione è valida solo per i primi 3 anni di affitto). Stesso discorso vale per gli studenti universitari fuori sede: la detrazione al 19% spetta solamente agli affitti oltre i 100 km di distanza e in una provincia diversa dal Comune di residenza, e con un massimale di spesa di 2.633 euro. Infine, agli under 31 spetta una detrazione del 20% fino a massimo 2.000 euro annui per i redditi più bassi.