Se dopo la separazione devi pagare una nuova casa, c’è una novità da conoscere

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 5 minuti

In arrivo una svolta significativa nelle politiche abitative e nel sostegno alle famiglie in fase di transizione giudiziaria: le nuove disposizioni della Legge di Bilancio sbloccano risorse dedicate a chi affronta le spese per un nuovo alloggio a seguito della separazione o del divorzio. 

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Bonus affitto genitori separati
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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti accelera i tempi per l’emanazione del decreto attuativo relativo al sostegno alle locazioni. La misura trova il proprio fondamento giuridico nella Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 198), la quale stabilisce lo stanziamento di risorse finanziarie dedicate ai genitori separati o divorziati in difficoltà economica. Nello specifico, il fondo nazionale mette a disposizione 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028, per una copertura complessiva pari a 60 milioni di euro. L’obiettivo primario del legislatore consiste nell‘alleviare il carico finanziario derivante dal reperimento di un nuovo immobile a uso abitativo a seguito della dissoluzione del nucleo familiare. Secondo le dichiarazioni ufficiali del Ministero, il decreto interministeriale di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze verrà emanato entro l’autunno 2026. Questo passaggio istituzionale permetterà così l’apertura dei bandi territoriali e l’erogazione delle prime somme entro la fine dell’anno corrente. La platea stimata dei richiedenti si attesta sui 15.000 beneficiari su scala nazionale.

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Quali sono i requisiti di accesso e le condizioni normative

L’accesso al contributo economico è subordinato al rispetto di specifici criteri di ammissibilità stabiliti dal quadro normativo primario. Il richiedente deve rivestire la qualifica di genitore separato o divorziato e non risultare assegnatario della casa coniugale o familiare di proprietà. Un ulteriore vincolo riguarda la presenza di figli a carico, la cui soglia anagrafica è fissata fino al compimento del ventunesimo anno di età. Sotto il profilo reddituale, la norma prevede un limite massimo di reddito lordo annuo pari a 35.000 euro. Tale parametro si riferisce al reddito personale IRPEF e non all’indicatore ISEE. Risulta inoltre indispensabile la titolarità di un contratto di locazione a uso abitativo regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate, unitamente alla dimostrazione del regolare versamento dell’assegno di mantenimento eventualmente disposto dal tribunale. La disposizione di legge specifica altresì la non cumulabilità del beneficio con altri contributi pubblici o agevolazioni locali erogate per le medesime finalità di sostegno alla locazione.

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Calcolo dell’importo e modalità di erogazione

L’ammontare del sussidio economico copre fino al 50 per cento del canone di locazione previsto dal contratto di affitto registrato. Il tetto massimo erogabile per ciascun beneficiario è fissato in 6.000 euro all’anno, la cui corresponsione avviene su base mensile per un importo pari a circa 500 euro al mese per la durata di 12 mesi. Il decreto attuativo stabilirà le modalità operative per la presentazione delle istanze, definendo i dettagli tecnici relativi alla documentazione da allegare e le graduatorie comunali o regionali. Tra gli aspetti applicativi in fase di chiarimento rientra la definizione esatta del concetto di fiscalmente a carico per i figli studenti o lavoratori a tempo parziale. L’erogazione dei fondi avverrà previa verifica della regolarità dei pagamenti dei canoni di locazione da parte del richiedente.

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