Prescrizione IMU, chi paga e chi no
Prescrizione IMU, ecco quando il cittadino può non pagare l’Imposta Municipale Unica che si versa a livello comunale per il possesso di fabbricati. Qual è la differenza tra decadenza e prescrizione? Quali sono i termini di prescrizione e quando il debito può considerarsi estinto? Scopriamolo insieme.

Si avvicina la metà dell’anno e ritorna uno degli appuntamenti che riguarda gran parte delle famiglie italiane relativamente ad uno dei beni più importanti, ovvero la casa.
Parliamo dell’IMU, l‘imposta municipale unica che si versa a livello comunale per il possesso di fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, di aree fabbricabili e di terreni agricoli.
La prima data da segnare sul calendario è il 16 giugno, quando i contribuenti dovranno versare l’acconto, pari al 50% dell’importo complessivo annuale. La seconda rata, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata, deve essere versata entro il 16 dicembre di ciascun anno.
Ma cosa succede se un cittadino non paga l’IMU? Dopo quanti anni scatta la prescrizione? Vediamo insieme i termini di prescrizione dell’Imposta Municipale Unica.
Quando l’IMU va in prescrizione?

Il termine prescritto dalla legge per pagare l’IMU è di 5 anni, dopo di che va in prescrizione se il comune nn ha inviato l’avviso di accertamento per contestare l’omesso versamento. Il termine diventa di sei anni quando è la mancata presentazione della dichiarazione ad essere contestata.
La legge che disciplina questo aspetto è la 296/2006, articolo 1, comma 161.
Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché’ all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni
si legge nell’articolo. Dunque, gli enti locali possono inviare la notifica degli avvisi di accertamento dei tributi locali entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento avrebbero dovuto essere effettuati. Se ciò non viene fatto, il Comune perde il diritto di credito e il cittadino può non pagare l’IMU.
Differenza tra prescrizione IMU e decadenza
È importante sottolineare la differenza tra decadenza e prescrizioni, termini che molto spesso si confondono pur avendo significati ben distinti. Come anticipato, la prescrizione IMU avviene quando il Comune manda la notifica dell’accertamento dell’IMU, il cittadino non paga e viene rilevato il calcolo della prescrizione. La decadenza, invece, si verifica nel momento in cui l’ente locale non ha mai richiesto il pagamento dell’IMU al cittadino.