La dichiarazione IMU cambia volto: niente più carta, si passerà esclusivamente al digitale
Stiamo andando verso una svolta per quel che riguarda la dichiarazione IMU. Ormai è cosa certa che con la recente riforma dei tributi locali presto si dirà addio al cartaceo, introducendo così la presentazione esclusivamente telematica.
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La gestione dei tributi locali sta ormai cambiando passo, spingendo con decisione sull’acceleratore della digitalizzazione. La macchina fiscale/tributaria anche nel nostro Paese, non sta di certo a guardare ma pianifica quelle che saranno le routine del domani. Anche la dichiarazione IMU si prepara ad abbandonare in modo definitivo la carta. La novità emerge con forza nel testo del Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 147, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Con tale provvedimento si intende intervenire sulla disciplina del federalismo fiscale regionale, andando a modificare l’articolo 1 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 inserendo il nuovo comma 768-bis. Il principio introdotto dal legislatore risulta chiarissimo fin da una prima lettura: la dichiarazione andrà inviata esclusivamente tramite i canali telematici. Con questa novità di fatto verrà archiviata la scelta tra consegna allo sportello e invio tramite servizi online. Fino a oggi infatti, il modello ministeriale approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze permetteva al contribuente di presentare il documento cartaceo direttamente al Comune di competenza, oppure di inviarlo via web. La trasmissione telematica risultava obbligatoria solo per casistiche circoscritte, come gli immobili occupati abusivamente e non disponibili. La riforma ora supera questa duplice opzione, rendendo il canale informatico l’unica strada percorribile per adempiere agli obblighi dichiarativi.
Calendario confermato per la scadenza annuale
Se da un lato lo strumento di invio subisce un’evoluzione radicale, dall’altra parte le tempistiche di riferimento restano immutate. Il termine generale per la trasmissione del documento rimane fissato al 30 giugno dell’anno successivo rispetto a quello in cui si sono verificate le variazioni rilevanti ai fini del calcolo dell’imposta. Sarà bene tenere a mente che la riforma non sposta dunque le date sul calendario dei contribuenti e degli intermediari. Il cambiamento incide unicamente sul supporto utilizzato, azzerando di fatto l’uso dei moduli stampati e velocizzando il passaggio dei dati verso gli enti locali.

L’attuazione passa dai decreti ministeriali
L’introduzione del principio di esclusività telematica non significa che il blocco della carta scatti in automatico dal 1° gennaio 2027. La decorrenza operativa della misura non può che andare a richiede uno specifico passaggio tecnico. L’articolo 26 del D.Lgs. 147/2026 stabilisce che un successivo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, previa intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, dovrà approvare il nuovo modello unico e stabilire le istruzioni dettagliate per la trasmissione. Il decreto attuativo andrà a definire quelle che saranno le specifiche tecniche della piattaforma e chiarirà le casistiche esatte in cui l’invio della dichiarazione rimane necessario, per i proprietari di immobili. Fino al momento dell’entrata in vigore del provvedimento ministeriale, i proprietari degli immobili potranno andare ad utilizzare i modelli tradizionali e le modalità di presentazione attualmente vigenti. L’iter della digitalizzazione dei tributi locali ha ormai tracciato la strada, ma la piena operatività della misura dipende dal completamento del quadro regolamentare.