IMU seconda casa: se si usa per le vacanze si paga meno
IMU seconda casa: con il cambiamento del quadro si aprono interessanti opportunità di risparmio per i contribuenti, che riguardano soprattutto l’utilizzo della seconda casa come destinazione per le vacanze. Il nuovo sistema IMU, infatti, permette di pagare un’imposta ridotta, ma solo in alcuni casi.
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Grazie al nuovo quadro IMU, entrato in vigore a inizio anno, i proprietari di seconde case hanno la possibilità di risparmiare parecchio sul pagamento dell’imposta. L’obiettivo del nuovo sistema, infatti, è quello di semplificare la gestione dell’imposta e in diversi casi questo si concretizza con condizioni estremamente vantaggiose per i contribuenti, grazie a regole più chiare e uniformi.
In particolare, chi è proprietario di un immobile situato in una località turistica, o di un immobile inagibile, può godere di un’aliquota ridotta, che abbassa l’importo dell’IMU: ecco come e quali casi danno diritto a questo tipo di vantaggio.
IMU seconda casa

L’IMU è un’imposta a cui i proprietari immobiliari non possono sfuggire (tranne nel caso di prima casa non di lusso), e considerando l’approssimarsi della prima scadenza per il suo pagamento, è bene sapere che da quest’anno chi ha una seconda casa che usa solamente per le vacanze, può pagare l’IMU in forma ridotta. A partire dal 2026, infatti, i proprietari di seconde case non affittate né concesse in comodato d’uso possono risparmiare notevolmente sul pagamento dell’IMU. I Comuni, infatti, possono introdurre aliquote ridotte per gli immobili utilizzati solamente per una parte dell’anno. Alla base della decisione c’è la volontà di far pagare solamente l’IMU relativa all’effettivo utilizzo dell’immobile, a fronte della presentazione della documentazione attestante lo scarso uso.
Questa è una delle novità più rilevanti del nuovo sistema IMU, in vigore da inizio anno, ma non si applica a tutte le seconde case senza distinzione. Spetta al Comune, infatti, decidere su quali elementi basare la riduzione (i mesi di utilizzo, i consumi delle utenze, ecc.) e se attivare l’aliquota ridotta. Inoltre, anche i proprietari di immobili inagibili per cause edilizie diverse (fabbricati inagibili per crollo strutturale dovuto a cedimenti del terreno o difetti costruttivi, immobili danneggiati da incendi, fabbricati inagibili per gravi problemi di staticità o condizioni igienico-sanitarie pericolose, strutture danneggiate da eventi atmosferici non qualificabili come calamità naturali) possono pagare meno IMU grazie alle aliquote agevolate.
Cosa cambia dal 2026

Con le nuove regole IMU, i Comuni hanno a disposizione criteri più ordinati per stabilire le aliquote IMU, poichè il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 novembre 2025 ha ridefinito in modo preciso i margini di manovra entro cui essi possono muoversi. In questo modo, l’IMU sarà più omogenea su tutto il territorio nazionale, e non ci saranno più le enormi differenze tra le varie zone a cui siamo ormai abituati. In particolare, il decreto ha riorganizzato le fattispecie utilizzabili per determinare l’imposta:
- non è più possibile creare categorie personalizzate di contribuenti;
- si devono scegliere le aliquote da un elenco definito a livello centrale;
- in caso di mancato adeguamento, si applica automaticamente l’aliquota standard.
Il termine entro cui versare l’acconto IMU è fissato, come di consueto, al 16 giugno, data in cui i contribuenti possono pagare sia l’intero importo dovuto (sulla base delle aliquote comunali del 2025 o, se già deliberate, di quelle 2026) che il solo acconto, saldando poi a conguaglio definitivo la rimanente parte entro il 16 dicembre (data per cui saranno valide unicamente le aliquote 2026). Trattandosi di vantaggi non automatici e diversi dalle esenzioni IMU o dai casi particolari, per poter usufruire delle aliquote ridotte è necessario presentare la documentazione tecnica necessaria che attesti l’uso vacanziero degli immobili o il loro stato di inagibilità (bollette, perizie, ecc.).