IMU: quali sono i casi particolari e come si gestiscono

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

I casi particolari IMU sono tutti quelli che differiscono dalla regola generale IMU. Si tratta, quindi, di situazioni specifiche che richiedono regole diverse rispetto alla normativa generale sulle imposte, e che possono far variare di parecchio il calcolo e l’importo dell’IMU in dichiarazione dei redditi. Ecco quali sono e come funzionano.

Tassa casa
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Quando si parla di IMU, l’Imposta Municipale Unica che si deve pagare sugli immobili di proprietà (fatta eccezione per la prima casa, se questa non è accatastata come residenza di lusso), sono sempre molte le domande e i dubbi che sorgono. Molti fanno riferimento alle esenzioni IMU, mentre altri riguardano la persona che realmente deve pagarla. La regola generale è ben nota, mentre lo sono meno quelli che vengono definiti come casi particolari IMU.

Si tratta, in buona sostanza, di tutte quelle situazioni specifiche che si discostano dalla generalità e che, proprio per questo, seguono regole diverse. Questa differenza si nota nella dichiarazione dei redditi, dove la specificità del singolo caso può far variare sostanzialmente il calcolo dell’imposta e il suo importo finale. Ecco quali sono i casi particolari IMU e come funzionano.

Alternanza IMU e IRPEF

Investimento, Immobiliare casa
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Prima di parlare dei casi specifici IMU, è doveroso fare un passo indietro e trattare l’argomento dell’alternanza IMU e IRPEF. Questa fa riferimento alla sostituzione dell’IRPEF con l’IMU per quanto riguarda i redditi derivanti dalle proprietà immobiliari non affittate. Questa sostituzione è avvenuta a partire dal periodo fiscale 2012, e l’alternanza è regolata dall’art. 8, comma 1, del Decreto Legislativo n. 23/2011. Successivamente però, l’articolo 1, comma 717, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, ha modificato in parte il principio di alternanza.

Nel dettaglio, questa legge definisce che a partire dal 2013 i redditi che derivano dalle proprietà immobiliari non affittate (anche quelle concesse in comodato d’uso gratuito), che si trovano nello stesso comune dell’abitazione principale soggetta all’IMU contribuiscono al calcolo della base imponibile dell’IRPEF e dei relativi supplementi solamente nella misura del 50%.

Casi particolari IMU

Casa, Miniatura
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Ciò detto e premesso, quali sono questi famosi casi particolari IMU? Sono tutti quelli che costituiscono un’eccezione al principio di alternatività appena visto.

In particolare, sono 3, e per ognuno l’Agenzia delle Entrate ha previsto un codice specifico:

  • codice 1 – quando si ha un immobile diverso dalla residenza principale (e dalle relative proprietà accessorie) esente dal pagamento IMU, ma soggetto all’IRPEF e ai relativi supplementi anche se non è destinato all’affitto;
  • codice 2 – per l’abitazione principale e le relative proprietà accessorie non esenti dall’IMU;
  • codice 3 – per un’unità immobiliare adibita ad uso residenziale e non affittata, soggetta all’IMU, che si trova nello stesso comune della residenza principale. Il reddito da essa generato contribuisce alla base imponibile IRPEF per il 50% del suo valore.

Chi possiede uno o più fabbricati, deve indicare i casi particolari IMU nel Quadro B del Modello 730, per dichiarare i redditi fondiari. In particolare, i casi particolari si devono inserire nella sezione I (relativa ai redditi dei fabbricati), alla colonna 12. Conoscere lo scadenzario IMU e tutte le regole che riguardano questa imposta è essenziale per non cadere in errore e diventare morosi. Inoltre, conoscere la normativa dell’IMU permette anche di sapere se si rientra nei casi in cui si è esenti dal pagamento anche se si possiede una seconda casa.

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