Il Piano casa è finalmente realtà: tutte le novità da sapere
Il Piano Casa è finalmente realtà: il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok con un disegno di legge alla misura che intende intervenire per riequilibrare la crisi abitativa italiana. Ecco cosa prevede e quali specifiche chiarisce riguardo i tre temi caldi: sfratti, social housing ed edilizia popolare.
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Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha dato il suo ok definitivo al disegno di legge che accompagna il Piano Casa, attivando di fatto tutte le procedure per farlo partire nell’effettivo. Sin da subito, sono stati resi noti i tempi più caldi del testo, che riguardano:
- sfratti e sgomberi,
- case popolari,
- social housing.
Si tratta di un Piano che vuole principalmente bilanciare i diritti dei proprietari con quelli degli inquilini, senza però dimenticare le necessità abitative di questi ultimi. Dopo 246 giorni dalla sua prima annunciazione, ecco come si presenta il Piano Casa nella sua versione definitiva.
Il Piano Casa è finalmente realtà

Il Piano Casa promette di investire 10 miliardi nei prossimi 10 anni per mettere a disposizione 100.000 case e, quantomeno, tentare di porre rimedio alla crisi abitativa in cui versa l’Italia. Iniziamo col dire che è doverosa qualche precisazione. Innanzitutto, dei 100.000 immobili promessi, 60.000 esistono già, ma sono attualmente vuoti e inagibili. Per loro partirà un piano di recupero e manutenzione che prevede un investimento di circa 1,7 miliardi, sotto la supervisione di un Commissario straordinario alla casa, che ha il compito specifico di definire gli interventi insieme agli Enti che gestiscono gli alloggi popolari. Solo 40.000 immobili, quindi, saranno da costruire.
Passando invece al social housing, il Piano destinerà a questo comparto un investimento da 3,6 miliardi di euro, i cui interventi specifici sono ancora da definire, ma di cui si occuperà lo stesso commissario. Infine, lo Stato assicura ai privati che vogliono investire nel Piano Casa sia semplificazioni burocratiche che rapidità nelle procedure, ma chiede in cambio di destinare il 70% dell’investimento all’edilizia convenzionata, in modo da poter vendere o affittare gli immobili a prezzi calmierati (ossia ad un prezzo inferiore di almeno il 33% rispetto ai prezzi di mercato).
Sfratti e sgomberi

Tema particolarmente caldo è poi quello che riguarda la procedura per rientrare in possesso degli immobili occupati. Questa, infatti, rappresenta da tempo un cruccio importante per i proprietari, che incontrano notevoli difficoltà e tempistiche bibliche a mandar via inquilini che non hanno diritto ad essere lì. Il Ddl del Piano Casa approvato dal Consiglio dei Ministri punta proprio a ridurre questi tempi e a rendere più rapida ed efficace la restituzione degli immobili. In questo modo, il proprietario può reimmettere il bene sul mercato e tornare a percepire reddito da esso, allentando la pressione sul mercato e aumentando la disponibilità per gli inquilini che sono alla ricerca di un immobile dove vivere.
In particolare, la riforma riscrive il Codice di procedura civile, superando l’udienza di convalida davanti ad un giudice in varie situazioni, punto che permette di risparmiare tempo e ottenere direttamente un ordine di rilascio. Grazie a questa modifica, il proprietario può rientrare in possesso dell’immobile in 15 giorni e senza ulteriori passaggi a decorrere dalla data di scadenza (con contratto non scaduto), oppure tra i 30 e i 60 giorni nell’ipotesi di sfratto (con contratto già scaduto). Inoltre, su richiesta del locatore si può addebitare una somma pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo nella riconsegna della casa.