Gruppi di Autoconsumo e green: al via gli incentivi e tanto altro

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

Fonti rinnovabili e ai gruppi di autoconsumo: incentivi, agevolazioni e tariffe bloccate. Tutto quello che c’è da sapere!

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Gruppi di Autoconsumo

Con la svolta libera nel mercato energetico, anche lo stivale ha visto un progressivo aumento dei cosiddetti gruppi di autoconsumo.

Tale categoria di consumatori si avvalgono della produzione e consumo di energia elettrica, sia essa fisica cioè prodotta e sfruttata dalla rete di distribuzione o virtuale, cioè adoperata in loco per bilanciare e alternarsi a quella della rete di distribuzione.

Quest’ ultima è la forma più diffusa, infatti, tantissime sono le case e i tetti su cui svettano le installazioni di pannelli fotovoltaici.

Questo nuovo modello, pertanto, punta su una delle nuove norme che recentemente le strategie della legge di bilancio 2025 si è largamente pronunciata, ovvero l’autoconsumo.

A questo, si allega un grande fattore quale la transizione energetica in atto, puntando su un nuovo modello di economia e produzione di energia a fonti rinnovabili, prodotta sul territorio e da esso sfruttata e condivisa.

Un processo che ha visto varare all’interno della manovra finanziaria precise indicazioni per incentivare e perpetuare tra gli utenti questa modalità con strumenti di sostegno come agevolazioni e detrazioni fiscali, tariffe bloccate e tanto altro per i gruppi di autoconsumo, presenti e futuri.

GSE, al via alle domande

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Fino al prossimo 31 marzo 2025, gli utenti dei gruppi di autoconsumo potranno fare domanda per richiedere gli incentivi fiscali per impianti fotovoltaici e altri sistemi di accumulo e produzione di energia elettrica.

Un’azione che mira a ridurre sempre più l’impatto sulle spalle degli italiani del consumo carbonfossile.

Gli incentivi sono rivolti a gruppi di autoconsumo già presenti e quelli che stanno valutando un progetto da presentare.

Gli utenti beneficiari, per godere a pieno degli incentivi dovremmo avviarli in attività solo oltre la data del 30 giugno 2026.

Per i consumatori interessati, è semplice. Basterà avere due utenze distinte, facenti capo a due persone diverse ma allo stesso immobile.

Per gli utenti domiciliati in edifici condominiali, potrà essere delegato l’amministratore.

L’installazione di fotovoltaico e sistemi d’accumulo a fonti rinnovabili può essere ubicato in cima all’ edificio, in aree dove risiedono altri sistemi analoghi o sfruttare il sistema di un produzione terzo.

Per gli utenti già sono in possesso di questo gruppo di accumulo, gli incentivi possono essere sfruttato per il potenziamento, rafforzamento e accrescimento della rete o dell’ impianto.

Scopo infatti del progetto di investimento è l’ampliamento della condivisione oltre che di produzione e consumo tra utente e questa nuova tipologia di sviluppo energetico.

Tutti gli incentivi

Per presentare la domanda per ottenere gli incentivi, gli utenti dovranno presso l’ente nazionale GSE, Gruppo Servizi Energetici.

Qui, troverete tutte informazioni per superare le vostre perplessità di fronte un tale investimento.

Gli utenti potranno sfruttare il simulatore posto sul web. Il consumatore potrà, quindi valutare in maniera realistica gli interventi da farsi e la convenienza, in base alle proprie esigenze.

Ad attivazione impianto post 30 giugno 2026, l’ente verserà una tariffa standard, bloccata per 20 anni, per ogni MWh prodotto e condiviso.

La cifra tariffaria varia a seconda delle dimensioni dell’ impianto, parliamone di 60/80€.

A questo importo, si somma la variabile della maggiorazione, pari a di 4€ per MWh per le regioni del centro Italia, fino a 10€ in più a MWh per le regioni del nord Italia.

Detrazioni e PNRR

Un vantaggio che cresce in relazione all’ impiego. Infatti unitamente agli incentivi, gli utenti beneficiari avranno diritto ad una detrazione fiscale che varia a livello % a seconda dell’ immobile.

Per gli utenti che fanno domanda d’installazione di rete fotovoltaica sulla prima casa, potranno godere di detrazione fiscale spalmabile in 10 anni pari al 50%. Mentre al 36% per gli utenti sulla seconda casa.

Allo sgravo fiscale si allega anche il riconoscimento annuale dell’ ARERA, ente che premia e valorizza l’autonomia e l’autoconsumo energetico.

Inoltre, per i residenti in comuni con un numero inferiore ai 5000 abitanti, è possibile accedere ai contributi a fondo perduto del PNRR, possibilità vantaggiosa perché copre una fetta pari al 40 % dei costi d’installazione. 

A ciò si sommerebbero anche gli incentivi previsti dal GSM, rendendo l’investimento fruttuoso per tutto l’arco ventennale.

Naturalmente, anche questa categoria di utenti dovrà effettuare domanda per i fondi entro il 31 marzo prossimo, onde evitare la perdita dei incentivi statali.

Unica pecca è che tali utenti non potranno godere delle detrazioni fiscali, sia prima o seconda casa.

Gruppi di Autoconsumo e green: Foto e immagini