Ecobonus: ecco la norma salva infissi e caldaie
Incredibili proposte riguardo l’ex Ecobonus 110: pare che il Governo voglia introdurre una norma salva infissi e caldaie per avere lo sconto in fattura a determinate condizioni.

Con le parole del Ministro Giorgetti che decretano la fine della stagione dei bonus al 110%, si stende la lapide definitiva per quanto riguarda gli incentivi casa a gratis. E del resto, se non ci sono i soldi, si può fare ben poco per contraddire il Ministro dell’Economia.
Nonostante le pressioni di opposizione, associazioni di categoria e privati cittadini, bonus quali Superbonus ed Ecobonus 110% sono diventati pressoché insostenibili per le casse statali e ora resta il problema di come aiutare famiglie e imprese che, dal 16 febbraio 2023, brancolano letteralmente nel buio.
Infatti, in questa data è stato sancito il blocco totale sia della cessione del credito, sia per quanto riguarda lo sconto in fattura per tutti i bonus edilizi. Il Ministero dell’Economia per mezzo del suo rappresentante diretto non ha chiuso definitivamente le porte a correggere il dl della discordia, ma esclude per ora l’utilizzo alle banche degli F24 dei clienti per assorbire i crediti incagliati che ammonterebbero a circa 19 miliardi e far ripartire i cantieri.
Ma ci sono novità in fatto di norme integrative e infatti è in arrivo un provvedimento per gli infissi e le caldaie.
Bonus edilizi, norma salva infissi e salva caldaie

La grande novità è una probabile introduzione di una norma che consentirebbe di “salvare” caldaie e infissi. Si applica ai lavori in edilizia libera, quindi implicano le installazioni di infissi e caldaie ma anche pompe di calore. In pratica, possono essere effettuati ancora con lo sconto in fattura se acquirente e installatore saranno d’accordo di produrre una sorta di autocertificazione. In questo documento dovranno inserire che il contratto tra le due parti è stato stipulato prima del 16 febbraio 2023.
Altra ipotesi al vaglio del Governo è cercare di ampliare le tempistiche in modo da sfruttare questo bonus edilizio come detrazione nella dichiarazione dei redditi. Insomma, portare il periodo di rimborso da 4 a 10 anni. In questo modo si spalmerebbe l’agevolazione in più anni e la recupererebbero senza problemi, essendo un tetto di capienza fiscale molto più basso.
Novità Ecobonus: proroga tre mesi per le villette
Ma le novità sembrano non finire qui. Le case unifamiliari, come abbiamo già accennato, hanno avuto la proroga di tre mesi per effettuare i bonifici e quindi avere diritto ai vari Superbonus ed Ecobonus 110%. In pratica, l’Esecutivo non ha fatto altro che far slittare le varie scadenze e concludere i lavori entro il 30 giugno 2023.
C’è da dire che tutti i gruppi parlamentari hanno voluto lo stop alla cessione dei crediti e la mozione dovrebbe dare parere favorevole a una proposta che consentirebbe di iscrivere il credito sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate fin da quando viene preso in carico dalla Banca.
La cosa positiva, in questo caos assurdo, potrebbe essere che i lavori per cui si è usufruito dell’Ecobonus 110% rimangano invariati e pertanto non ci saranno variazioni, se non per la cancellazione dello sconto in fattura e la cessione del credito e magari per l’aumento degli anni della detrazione fiscale.
Ricordiamo che per aumentare l’efficientamento energetico e risparmiare sui consumi si possono attuare diverse soluzioni, come abbinare a infissi ad alta efficienza e alla pompa di calore un impianto di riscaldamento a pavimento. Questa alternativa merita un approfondimento: ecco la guida per conoscere meglio il riscaldamento da pavimento.