Cedolare secca su affitti brevi: in arrivo grosse novità per Airbnb

Autore:
Alice Oliva
  • Scrittrice
Tempo di lettura: 4 minuti

Da qualche tempo non si fa altro che dibattere sulla questione relativa alla gestione degli affitti brevi. Le normative in questo campo sono piuttosto complicate e giorno dopo giorno vengono emanati numerosi aggiornamenti sulla materia. Qualche ora fa il Consiglio di Stato ha diramato una nuova direttiva a tal proposito, obbligo che va ad interessare ciò che concerne la riscossione e il versamento della cedolare secca. Approfondiamo insieme questo argomento.

Affitto breve
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Nuove disposizioni sono state prese per quanto riguarda il settore degli affitti brevi e della cedolare secca. Qualche ora si è tenuto l’ennesimo incontro del Consiglio di Stato che, dopo un’ampia discussione, ha deciso di promulgare una nuova direttiva che dovrà essere applicata in questo settore. Secondo quanto dichiarato molte cose stanno per cambiare, soprattutto per quanto riguarda la posizione dei portali di prenotazione.

Questi dovranno infatti rispettare l’obbligo di riscossione e di versamento della cedolare secca anche per quanto riguarda l’affitto breve. Dopo questa dichiarazione non è tardata la risposta da parte di Federalberghi. Ecco cosa è successo.

Nuovo obbligo per i portali di prenotazione: ecco cosa cambierà

Cedolare secca affitto breve
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Come detto nelle righe precedenti, il tema riguardante la disciplina degli affitti brevi è in continuo aggiornamento, motivo per cui non sempre si conosce questa materia alla perfezione. Ad ogni modo le nove disposizioni prese dal Consiglio di Stato andranno a ripercuotersi anche sui portali di prenotazione.

Secondo la nuova normativa n°9188 deliberata il 24 Ottobre 2023, i portali di prenotazione dovranno riscuotere e versare la cedolare secca allo Stato, prendendo di esempio ciò che accade già da diversi anni in molte altri nazioni dell’Unione Europea. Questa notizia è subito balzata agli occhi di tutti, tra cui Federalberghi, la quale non ha tardato nell’esprimere il proprio pensiero al riguardo. L’ente ha infatti dichiarato come la speranza di porre fine a questa storia possa diventare al più presto una realtà. Questo perché molte realtà del settore, come ad esempio Airbnb, hanno sempre cercato delle scappatoie per agire in maniera illecita e trasgredire quanto dichiarato dallo Stato.

I nuovi obiettivi proposti dall’Agenzia delle Entrate

Sanzioni e tasse affitti brevi
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Tutte queste disposizioni e i nuovi accorgimenti sono stati presi al fine da legittimare al meglio la disciplina dellaffitto breve. Questo ha sempre presentato diverse carenze, soprattutto nel corso degli ultimi anni. Federalberghi ha quindi dichiarato come il suo intervento sarà strettamente correlato all’azione dell’Agenzia delle Entrate. L’ente nazionale dovrà intervenire per cercare di sanare, quanto più possibile, il debito pubblico degli ultimi tempi.

L’evasione fiscale è un reato molto grave ed è proprio in questo modo che i danni sono andati ad intaccare non solo lo Stato, ma anche tutte le piccole realtà turistiche che, invece, si sono sempre comportate in modo corretto nella gestione della loro attività. Il debito da sanare si aggira intorno ai 500 milioni di euro, cifre astronomiche che non sono mai state corrisposte come, invece, sarebbe dovuto accadere diverso tempo fa.

L’intervento di Federalberghi si è poi concluso in maniera decisa e determinata, in quanto non si chiedono sconti per tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non hanno rispettato la legge o i contratti, ma hanno agito solo nel proprio interesse. Si spera inoltre che Airbnb provveda al pagamento delle cifre dovute, alle quale dovranno aggiungersi gli interessi e le eventuali sanzioni del caso.

Cedolare secca affitti brevi: foto e immagini