Catasto con crescita delle rendite: ecco perchè perde il lusso
Catasto che vede crescere il valore delle rendite negli ultimi 10 anni. Eppure ciò non può essere ancora imputabile alla conseguenza dell’entrata di scena del Superbonus. Cerchiamo di andare a comprendere cosa di fatto stia accadendo, soprattutto nelle province del nostro Paese.
Photo by TungArt7 – Pixabay
Catasto: perché le rendite sono in aumento senza Superbonus
A farne nota in questi giorni c’hanno pensato le testate economiche, che andando ad analizzare i dati degli ultimi 10 anni, hanno messo in evidenza come il valore degli immobili abbia presentato una costante crescita, nell’ultimo decennio in Italia. Verrebbe spontaneo da pensare che tale fenomeno possa essere riconducibile all’entrata in scena del Superbonus edilizio che ha permesso di attuare, ristrutturazioni, migliorie e efficientamenti agli immobili.
Ebbene, a quanto pare i bonus edilizi sono apparsi sono negli ultimi anni, mentre l’incremento costante del valore degli immobili, ha iniziato la sua ascesa ben prima. Gli edifici non sono stati quindi oggetto di una rivalutazione economica a seguito di lavorazioni agevolate fiscalmente, ma hanno acquistato valore andando a cambiare di categoria, nella sezione non residenziale.

Boom tra ruderi e abitazioni low cost
L’Agenzia delle Entrate nella sua relazione che è andata ad evidenziare il periodo di tempo incentrato su dicembre 2022, non ha fatto altro che andare a confermare come in tal periodo non fossero ancora entrati in essere le nuove normative in merito al 110%, con conseguente critico stop delle lavorazioni edilizie.
Inoltre vi è un altro dato da andare a considerare che offre un ulteriore conferma che non vi sia il coinvolgimento del Superbonus nell’incremento delle rendite catastali nell’ultimo decennio. Secondo il rapporto stilato dall’Enea ad essere coinvolti nei benefici legati al tanto ambito beneficio fiscale sono stati solamente 472 mila edifici, mentre i dati di crescita delle rendite catastali, vedono il coinvolgimento di ben 35,5 milioni di unità immobiliari.

Valori medi di mercato in discesa: quando il lusso paga pegno
L’effetto Superbonus, quindi abbiamo potuto appurare che non sia il protagonista dell’incremento delle rendite catastali. In realtà abbiamo assistito nel nostro Paese ad una contrazione dei valori medi di mercato, nell’ambito immobiliare. I prezzi degli immobili, soprattutto nelle province italiane, piuttosto che nei grandi centri urbani, non vanno mai a superare il loro effettivo valore.
Ad accusare particolarmente il colpo di questo stop al rilancio del valore di vendita, sono soprattutto gli immobili da definirsi di lusso, così come le case meglio definite come abitazioni signorili, e le dimore storiche. Tale segmento immobiliare inoltre potremmo includerlo tra le categorie più penalizzate a livello economico.
Infatti tali immobili pur perdendo le caratteristiche d’origine, non vengono di fatto declassati, in quanto non possono andare a beneficiare delle agevolazioni fiscali riservate alle prime case. L’incidenza dell’Imu quindi si fa ben sentire, rendendo tale categoria contestualmente ambita, ma fortemente penalizzata, sotto il profilo reddituale.
Ruderi in aumento per eludere le tasse
Sempre stando al recente rapporto messo a punto dall’Agenzia delle Entrate, si sta assistendo in Italia ad un vero e proprio boom delle abitazioni classificate come ruderi. Con l’incremento del 119,4% nel corso dell’ultimo decennio, l’Agenzia ha puntato il dito su quella tipologia di abitazione di cui i proprietari spesso operano modifiche per andare a includere nella categoria di abitazioni fatiscenti, onde evitare il pagamento dell’Imu.
