Bonus Verde 2024: come funziona, cosa devo sapere per sfruttarlo

Autore:
Davide Bernasconi
  • Laurea in Economia e Commercio

Guida al Bonus Verde 2024. Come ottenere la detrazione fiscale sulle spese sostenute per i lavori di rifacimento dei giardini e degli spazi aperti. Beneficiari e requisiti, lavori ammessi, tempistiche e documenti.

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Buone notizie per chi ha intenzione di rinnovare ed effettuare lavori per la riqualificazione di giardini e di spazi all’aperto: il Governo ha prorogato il Bonus Verde per tutto il 2024.

Ma in cosa consiste e a chi spetta? Quali sono i requisiti per accedere alla detrazione e come fare per richiederla? Ecco tutto quello che dovresti sapere.

Cos’è il Bonus Verde 2024?

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L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione del 36% delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione e di rinnovamento di giardini, balconi e terrazzi. Il contribuente che effettua i lavori dall’1 gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 potrà beneficiare della detrazione fiscale in fase di dichiarazione dei redditi.

Per accedere al Bonus è necessario effettuare dei lavori di manutenzione straordinaria atti a migliorare lo stato dell’intero giardino o dell’area interessata. Gli interventi dovranno essere finalizzati alla sistemazione a verde dell’area scelta, oppure a un rinnovamento dello stato esistente.

Limite e ripartizione della detrazione fiscale

Il limite massimo detraibile è fissato in 5.000 €. L’aliquota fiscale di detrazione è pari al 36% sull’importo speso, quindi fino ad un massimo di 1.800 € (cioè il 36% di 5.000 €). Per gli interventi relativi alla sistemazione delle parti comuni dei giardini condominiali, il limite fissato dalla normativa resta 5.000 € per unità immobiliare.

La detrazione prevede una ripartizione in 10 rate di pari importo, in dichiarazione dei redditi, nell’arco dei 10 anni successivi all’anno in cui sono state sostenute le spese. Quindi, per lavori effettuati nel 2024, il primo anno di detrazione in dichiarazione dei redditi, mediante 730 od Unico, sarà nel 2025.

Abitazione promiscua

Se l’edificio sul quale si intendono intraprendere i lavori funge sia da abitazione privata sia da attività commerciale (uso promiscuo), il contribuente potrà beneficiare dell’agevolazione nella misura ridotta del 50%. In altri termini potrà essere recuperata soltanto la metà delle quote versate rispetto a una situazione normale.

Passaggio di proprietà dell’immobile

Siccome la detrazione è applicata sull’immobile (e non sul proprietario o sul titolare di un diritto sull’immobile) è necessario chiarire un punto che riguarda il passaggio di proprietà dell’immobile in caso di vendita. Se l’immobile oggetto dei lavori viene venduto prima della fruizione dell’agevolazione, la detrazione viene trasferita automaticamente al nuovo acquirente, salvo accordi di diverso tipo tra le parti.

Chi può godere del Bonus Verde 2024?

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I beneficiari della detrazione fiscale sono sia persone fisiche o enti che, sulla base di un titolo idoneo, possiedono o detengono l’immobile, oggetto dei lavori di rifacimento. In particolare, la detrazione spetta alle seguenti categorie:

  • Proprietario dell’immobile
  • Nudo proprietario
  • Chi gode di usufrutto
  • Chi ha l’immobile in comodato d’uso
  • Inquilino in affitto
  • Imprese
  • Chi usa l’immobile per esercitare un’attività professionale
  • Associazioni
  • Enti pubblici e privati, in regola con i versamenti IRES
  • Case popolari.

Bonus Verde 2024: lavori ammessi

Il Bonus Verde 2024 consente di recuperare le spese sostenute per i lavori di rifacimento di giardini e spazi aperti (balconi e terrazzi, privati o condominiali). Ma quali sono gli interventi ammessi nella detrazione?

  • Sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni
  • Impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi
  • Riqualificazione prati e fornitura di piante e arbusti
  • Grandi potature
  • Realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili
  • Spese di progettazione relative a lavori effettuati successivamente.

In questo elenco rientrano anche le spese relative all’acquisto delle piante in vaso, purché la spesa venga effettuata nell’ottica di una riqualificazione più ampia dell’area interessata.

Quali spese non sono detraibili?

Non tutte le spese e gli acquisti relativi al rifacimento di giardini e di spazi all’aperto possono essere denunciate in fase di dichiarazione dei redditi. Le spese che non rientrano nel Bonus Verde 2024 sono le seguenti:

  • manutenzione ordinaria e periodica di giardini esistenti che non comporta modificazioni sostanziali e innovative all’area
  • acquisto di attrezzature specifiche per la cura del giardino (come vanghe, tagliaerba, picconi, rastrelli, ecc.)
  • interventi in economia sostenuti dal proprietario (per esempio attraverso l’acquisto dei materiali).

Bonus Verde 2024 per prima/seconda casa

L’agevolazione fiscale è valida solo per l’immobile dove vengono effettuati i lavori (e non al proprietario o al titolare che gode di un diritto sull’immobile). Questo implica la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali su ciascun immobile di proprietà, in quanto non ci sono limiti previsti dalla normativa per i possessori di prime/seconde case.

In altre parole, chi possiede la seconda casa può fare richiesta per il Bonus Verde 2024 sommando le detrazioni per le spese sostenute su ciascun immobile di proprietà.

Modalità di pagamento

Giardino, Casa
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Le modalità di pagamento devono dimostrare l’effettiva validità delle spese sostenute e relative a tutti gli interventi effettuati. Tutte le spese, infatti, devono avvenire tramite mezzi tracciabili che attestano l’avvenuto pagamento.

Inoltre sarà buona norma conservare anche le fatture, le ricevute fiscali o le copie degli avvenuti pagamenti da esibire in caso di controlli futuri da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il pagamento può avvenire solo attraverso:

  • bonifico bancario o postale
  • assegno non trasferibile
  • carta di credito o bancomat.

Documenti da conservare

Per poter usufruire del Bonus Verde 2024 è necessario conservare per almeno 10 anni i documenti da presentare al momento della dichiarazione dei redditi. Tali documenti comprovano le spese sostenute per gli interventi effettuati, e il contribuente ha l’obbligo di esibirli agli ispettori dell’Agenzia delle Entrate nell’eventualità di controlli futuri.

Per agevolarti il compito, ecco la documentazione necessaria che bisognerà conservare con cura:

  • fatture o ricevute fiscali, che attestano la spesa effettuata rientrante tra gli interventi agevolabili. Sui documenti dovrà essere obbligatoriamente indicato il codice fiscale del contribuente, partita IVA e ragione sociale della ditta che ha effettuato il lavoro e, infine, la descrizione dell’intervento effettuato
  • i documenti che attestano il pagamento delle spese (ricevute di pagamento bancomat, bonifico, ecc.)
  • autocertificazione in cui è attestato che l’ammontare delle spese sostenute (sulle quali è calcolata la detrazione) non supera il limite massimo imposto dalla normativa.

Se i lavori vengono effettuati in un condominio, occorrerà esibire anche:

  • dichiarazione dell’amministratore, nella quale attesta di aver adempiuto tutti gli obblighi di legge. Inoltre dovrà essere dichiarata l’intera spesa sostenuta dal condominio e la misura della detrazione
  • se il condominio è sprovvisto di codice fiscale e non supera il numero di 8 condomini, sarà necessario autocertificare la tipologia dei lavori effettuati indicando anche i dati catastali delle varie unità immobiliari.