Bonus sicurezza e allarme 2024, come funziona e quali sono le spese ammesse

Autore:
Laura Scarpellini

Bonus sicurezza e allarme è ormai stato ufficialmente approvato, anche per l’anno 2024. Cerchiamo di andare a meglio comprendere cosa sia incluso nel beneficio fiscale messo a punto dal Governo, al fine di andare ad agevolare l’installazione di sistemi di sicurezza, nelle nostre case. Vedremo nel dettaglio cosa comprende l’incentivo istituzionale, chi potrà avanzarne la domanda, e a quanto ammonta.

Furto
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Bonus sicurezza e allarme 2024: cos’è

Quando parliamo di bonus allarme e sicurezza, di cosa ci stiamo occupando nello specifico? Anche per l’anno 2024 è stato approvato il bonus che consentirà ai contribuenti italiani di andare a rendere a prova di intrusione la propria abitazione. Ecco quindi che si potranno andare ad acquistare ed installare sistemi di allarme e accessori, per rendere più sicura la propria abitazione.

Ad essere inclusi nel bonus troviamo non solo l’impiantistica tradizionale, ma anche tutti gli interventi finalizzati a rendere la propria abitazione, a prova di malintenzionato. Purtroppo le probabilità di subire una brutta visita in casa propria da parte dei ladri, nel nostro Paese resta ancora molto alta.

Nell’incentivo fiscale trovano posto quindi anche la fornitura e posa in opera di porte blindate, grate, infissi anti sfondamento, impianti di videosorveglianza di ultima generazione, nonché i sistemi volti alla rilevazione di incendio e fumi.

Per l’annualità in corso il bonus allarme e sicurezza sarà incluso nel pacchetto riguardante il bonus ristrutturazione, che rimarrà in essere fino al prossimo 31 dicembre.

Un intervento questo quindi di manutenzione ordinaria che non prevedere l’apertura della Cila. A differenza della scorsa edizione 2023, quest’anno il bonus allarmi non potrà godere ne dello sconto in fattura, ne tantomeno della cessione del credito.

Ladri,
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Chi lo può richiedere

Andiamo di seguito a definire meglio quali saranno le figure che potranno andare a beneficiare del bonus sicurezza, nel 2024. Ecco quindi che l’incentivo sarà ad appannaggio di tutti quei soggetti che sono tenuti al versamento dell’Irpef. L’incentivo rientra nella detrazione fissata al 50 % per quanto concerne le ristrutturazioni edilizie.

Potranno detrarre le spese sostenute sia i proprietari dell’immobile oggetto dei lavori, sia coloro che ne detengono titolo di godimento (uso, usufrutto, abitazione o superficie).

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Come godere del bonus sicurezza

Per godere inoltre del beneficio fiscale legato alla sicurezza sarà necessario adottare precide modalità di pagamento. Le fatture dei materiali e delle lavorazioni unitamente ai bonifici eseguiti, dovranno essere ben conservati e resi disponibili in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Inoltre bisognerà andare ad adottare tassativamente il bonifico parlante che dovrà includere i seguenti dati:

  • la causale del versamento relativo alle spese sostenute, con riferimento alla norma (art. 16-bis del Dpr 917/1986);
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione fiscale;
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario che opera il pagamento.

Ammontare del beneficio

Di fatto il bonus sicurezza include la detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un tetto massimo di 96 mila euro. Ecco che si potrà recuperare metà del valore dei costi sostenuti, in 10 rate annuali, tenendo conto del versamento Irpef da effettuarsi. Non sarà in questa ultima versione del bonus contemplata la cessione del credito, o lo sconto in fattura.