Bonus ristrutturazione: quando scattano le detrazioni per il coniuge non proprietario

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 3 minuti

Bonus ristrutturazione 2024 che in alcuni casi pur essendo un’agevolazione fiscale molto appetibile, non risulta essere fruibile per determinati soggetti. Andiamo a dare uno sguardo cosa accade quando al coniuge non proprietario spetta di diritto l’acquisizione del beneficio fiscale.

Marito, E
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Bonus ristrutturazione: le spese in detrazione possono coinvolgere il coniuge

Il vantaggio dei bonus fiscali legati al comparti dell’edilizia e delle ristrutturazioni, da mesi risulta essere di grande interesse attenti a contenere i costi in famiglia. Però potrebbe capitare che pur avendo la possibilità di accedere al bonus edilizio più vantaggioso, non si possa in definitiva poi andare a concretizzare lo sgravio fiscale, in quanto l’interessato risulta essere incapiente.

Ecco quindi che nel caso in cui non si perfezioni lo sgravio fiscale per l’interezza del suo valore, è bene sapere che tale detrazione può di fatto essere ad appannaggio del coniuge non proprietario dell’immobile, oggetto di lavorazioni edilizia.

Portare in detrazione sul proprio 730 le spese di ristrutturazione per la normativa in essere nel nostro Paese è la regola, ma non sempre il proprietario dell’immobile ha la capienza fiscale scaturente dai parametri Irpef versata. Si rischia quindi di perdere in parte o totalmente l’agevolazione messa a punto dal Fisco.

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Lavori in condominio: codice fiscale e condominio

In diversi casi l’Agenzia delle Entrate è stata più volte chiamata a chiarire come un familiare convivente del proprietario dell’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione edilizia, possa in alcuni casi, andare a fruire delle detrazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione, volte al recupero della proprietà immobiliare.

A questo punto si è reso necessario fare luce sulla correttezza della procedura in merito al giusto inserimento del codice fiscale da inserire da parte dell’amministratore di condominio, per interventi edili effettuati sulle parti comuni dello stabile condominiale.

Ristrutturazione
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Chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate a questo punto chiarisce ogni dubbio in merito alla fruizione delle detrazioni fiscali trasferite al coniuge convivente nell’immobile condominiale, a condizione che quest’ultimo non sia proprietario dell’immobile, ma che abbia di fatto sostenuto le spese rese necessarie per attuare la ristrutturazione edilizia, inclusa nel bonus ristrutturazione.

Ecco quindi che si rende necessario che il coniuge incapiente, che dovrà risultare essere il proprietario dell’immobile condominiale con la quota del 100%, avrà l’obbligo di informare l’amministratore di condominio, che le spese relative alla quota spettante dei lavori di ristrutturazione verrà versata dal convivente, non proprietario di casa.

Ogni forma di pagamento dovrà essere tracciata a mezzo di bonifico parlante o procedura corrispondete, come prevedono tutti i bonus in essere, anche per l’anno 2024.

L’ultimo step in questa complessa procedura, sarà che da parte dell’amministratore di condominio verrà attuata una relativa comunicazione all’Agenzia delle Entrate, in cui verrà specificato che colui che ha provveduto al pagamento degli importi relativi ai lavori di ristrutturazione, non risulti essere l’effettivo proprietario dell’immobile condominiale.

Solo allora il convivente non proprietario dell’immobile verrà riconosciuto a tutti gli effetti, destinatario effettivo delle detrazioni fiscali del bonus ristrutturazione.