Bonus casa: quando si può usare di nuovo

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 3 minuti

Bonus casa sempre tra gli argomenti che suscitano grande interesse e curiosità da parte degli italiani, sempre attenti nel riuscire a cogliere i vantaggi fiscali, legati all’ambito dell’edilizia domestica. Si può davvero utilizzare più volte il bonus casa anche superando il plafond messo a punto nella specifica normativa? Facciamo un po’ di chiarezza in merito.

Casa, Soldi
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Bonus Casa tra le agevolazioni fiscali volte al recupero del patrimonio edilizio

In aria di agevolazioni fiscali, possono sorgere dei dubbi legittimi, riguardanti la fruizione del beneficio. A tal proposito ecco che ci si potrebbe interrogare sulla possibilità di avere accesso alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni di edilizia domestica, malgrado già si abbia raggiunto il tetto economico, fissato dalla normativa.

A fare chiarezza è stato chiamato in causa direttamente il Fisco, attraverso la piattaforma dell’agenzia delle Entrate, Fisco Oggi. Ecco quindi che in merito al Bonus casa che come tutte le agevolazioni fiscali è soggetto ad un limite massimo di spesa, in questo caso fissato a quota 96 mila euro, viene chiarito il suo riuso.

Il plafond di spesa potrà essere messo nuovamente a disposizione dal Fisco, nel caso in cui l’intervento edile da attuarsi, risulti essere totalmente indipendente da quello precedente che già abbia avuto accesso alla detrazione fiscale.

Euro, Casa
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Bonus casa: quando può essere richiesto in seconda battuta

L’Agenzia delle Entrate chiamata a fare chiarezza sull’eventuale riuso del Bonus casa dopo una prima fruizione, ci tiene a fare presente le diverse situazioni che si potrebbero presentare, da parte del contribuente.

Nel caso in cui gli interventi di ristrutturazione vengano eseguiti di anno in anno, a proseguimento e o a completamento di quelli precedenti, riguardanti sempre la stessa unità immobiliare, ecco che la detrazione dovrà tenere presente delle spese effettuate nel complessivo.

Nel caso in cui invece che gli interventi di ristrutturazione edilizia non siano un proseguo di quelli attuati in precedenza, ecco che il discorso cambia. In questo casosi potrà avanzare la richiesta di una nuova detrazione fiscale, a condizione che tali lavori si vadano ad accompagnare ad una certificazione del tutto autonoma, da quelli eseguiti precedentemente.

Una nuova richiesta di sgravio fiscale dovrà essere supportata quindi dalla relativa certificazione, a supporto delle normative in essere in ambito di edilizia (CILA o DIA).

Bonus,
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Quali sono le lavorazioni ammesse

Si avrà la possibilità di poter sfruttare il Bonus casa 2024, fino al prossimo 31 dicembre, avendo a disposizione un tetto massimo di spesa di 96 mila euro e il 50% di detrazione. A partire dal 2025 l’agevolazione tornerà ad avere la sua aliquota originaria fissata al 36%, salvo eventuali proroghe messe a punto l’ultimo momento.

Inoltre il tetto massimo di spesa approvata sarà pari a 48 mila euro e le lavorazioni edilizia incluse nel beneficio fiscale potranno essere:

  • bonifiche riguardanti la dismissione di amianto;
  • lavorazioni per la messa in sicurezza da infortuni domestici;
  • opere per la messa in sicurezza sismica;
  • lavorazioni finalizzate all’efficientamento energetico;
  • opere volte al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • realizzazione di posti auto o autorimesse;
  • ricostruzione e ripristino di immobili a seguito di eventi calamitosi riconosciuti;
  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, e restauro.