Bonus casa: quando l’agevolazione vale per i familiari conviventi

Autore:
Laura Scarpellini

In merito ai Bonus che gravitano intorno alla casa, ancora vi sono dubbi e incertezze, sulla loro capacità di azione. Spesso i cittadini mettono in evidenze delle situazioni che al momento possono non essere state incluse nelle normative in essere. Cerchiamo in questo caso di fare un pò di chiarezza, riguardo ad uno specifico caso.

Famiglia, Casa
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Bonus casa e matrimonio in regime di separazione dei beni: cosa accade?

L’esempio di un individuo che sia sposato ma che avesse adottato il regime della separazione dei beni, in realtà muove qualche dubbio sull’accesso al Bonus casa. In questo caso viene preso ad esempio il coniuge unico proprietario dell’immobile , che è fiscalmente incapiente.

Pertanto si potrebbe ventilare la possibilità di far beneficiare l’altro coniuge delle detrazioni fiscali, nel caso si andassero ad eseguire dei lavori di ristrutturazione. E’ davvero possibile?

Euro, Casa
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Uno sguardo alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate

A quanto pare l’Agenzia delle Entrate riguardo alla possibilità di poter estendere i benefici fiscali del Bonus Casa all’altro coniuge, anche in caso di separazione dei beni, è abbastanza chiara. Infatti sarà bene andare a evidenziare che non ricopre alcuna importanza la tipologia del regime patrimoniale definito tra i due coniugi ai fini dell’accesso al Bonus casa.

Gli sgravi fiscali inerenti l’abitazione potranno essere anche usufruiti dai familiari conviventi del proprietario, estendendosi anche per tutte le altre unità abitative, (come la seconda casa), in cui si attua un’effettiva convivenza. L’unico vincolo da rispettarsi sarà che l’immobile oggetto dei Bonus, sia comunque di proprietà e resti a disposizione, senza alcuna locazione in essere.

L’Agenzia ci tiene a specificare che con il termine “familiari” si va ad intendere il coniuge e i parenti che rientrino fino al terzo grado, mentre per i cosiddetti affini ci si ferma al secondo grado.

Calcolatore, Euro
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Come provare l’effettiva convivenza

Per poter usufruire del vantaggio fiscale, bisognerà dimostrare l’effettiva convivenza. A tal riguardo basterà produrre una dichiarazione sostitutiva con un atto notorio e l’essere convivente contestualmente a quando verranno sostenuti i costi delle lavorazioni sull’immobile.

Da notare che non sarà necessario che la convivenza sia effettiva, anche per l’intero lasso di tempo in cui si andrà a beneficiare dello sgravio fiscale legato all’immobile.

Normativa di riferimento

Tali indicazioni sono rivolte anche al convivente di fatto. Infatti a tal riguardo è la stessa Agenzia delle Entrate che attraverso la Circolare 28/E/2022, pagina 23, specifica:

qualora vi siano più soggetti titolari del diritto alla detrazione, il beneficio può spettare anche a colui che non risulti intestatario del bonifico e/o della fattura nella misura in cui abbia sostenuto le spese, a prescindere dalla circostanza che il bonifico sia stato o meno ordinato da un conto corrente cointestato con il soggetto che risulti, invece, intestatario dei predetti documenti.

A tal fine, è necessario che i documenti di spesa siano appositamente integrati con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e con l’indicazione della relativa percentuale. Tali integrazioni devono essere effettuate fin dal primo anno di fruizione del beneficio.

E’ evidente che la preferenza non potrà subire modifiche nel lasso di tempo in cui si andrà a beneficiare del Bonus casa. Ecco quindi che nel caso in cui vi sia un coniuge che voglia trasferire il beneficio fiscale ad un familiare convivente, questi potrà proseguire nel farsi intestare la fatturazione delle ristrutturazioni sull’immobile, ma in merito alla detrazione fiscale la si potrà addurre tra i coniugi, tenendo conto della fatturazione sostenuta da ognuno di loro.

Sarà di estrema importanza a tal fine andare a custodire con cura tutte le documentazioni relative ai pagamenti, delle lavorazioni e alle forniture di materiale da includersi nel Bonus casa.