Bollette giù grazie al Superbonus: numeri che sorprendono
Il Superbonus in Italia si è dimostrato essere la misura più efficace in termini di efficientamento energetico e risparmio in bolletta. Lo afferma il rapporto 2025 di Enea sull’efficientamento energetico, ma lo sottolineano anche il Sole 24 Ore e altri dati. Ecco quanto ha contribuito e quanto ha fatto risparmiare.

Il Superbonus in Italia è una misura irrinunciabile: nato con il Governo Conte II e attualmente in fase di dismissione, l’incentivo ha portato enormi investimenti in Italia, ha aumentato l’efficientamento energetico degli edifici esistenti e ha avuto come conseguenza diretta un risparmio notevole in bolletta per le famiglie italiane. Partendo da un dato allarmante rilasciato da Eurostat, che afferma che in Italia il 9% delle famiglie si trova in una situazione di povertà energetica e non riesce ad accedere a servizi energetici domestici essenziali, come il riscaldamento, il raffrescamento, l’illuminazione e l’uso degli elettrodomestici ad un costo sostenibile, viene da chiedersi se sia davvero il caso di porre fine al Superbonus.
A lanciare l’allarme è anche il rapporto 2025 sull’efficientamento energetico di Enea, che sottolinea come, proprio grazie al Superbonus, nel 2024 l’Italia è riuscita a risparmiare un vero e proprio tesoretto: 4,5 Mtep (unità di misura che confronta l’energia in tonnellate di petrolio), equivalenti a 1 miliardo di euro l’anno e al consumo di 4 milioni di abitazioni. Senza la proroga del Superbonus, questo risparmio verrà meno. A rischio anche gli obiettivi Pniec.
Superbonus in Italia

A fine settembre Enea ha pubblicato un report che quantifica gli investimenti del Superbonus per i lavori conclusi e il numero degli edifici interessati dagli stessi: il 96,2% dei lavori avviati su quelli che hanno fatto richiesta sono stati realizzati, arrivando ad un investimento di circa 117 miliardi di euro (circa 250.000 euro per edificio). Questi interventi hanno generato un risparmio in bolletta considerevole per le famiglie italiane, come evidenzia il Sole 24 Ore:
il risparmio energetico accumulato dal 2021 al 2024 (grazie al Superbonus) ammonta a 2,48 Mtep – megatonnellate equivalenti di petrolio – coprendo l’85% del target fissato dal Pniec 2024 (il piano energetico nazionale”.
Senza misure altrettanto efficienti, quindi, anche gli obiettivi del 2030 sono a rischio, poichè il piano energetico nazionale fissa a 10,6 Mtep l’anno il risparmio da raggiungere entro 5 anni. Parallelamente, lo smantellamento del Superbonus comporta l’aumento del rischio di povertà energetica che, come si è visto, in Italia è già parecchio diffusa, soprattutto nelle zone del Mezzogiorno. Come specifica Francesca Mariotti, presidente di Enea:
le misure attuate hanno consentito un risparmio complessivo di 1.746.884 MWh/anno e una produzione di energia da fotovoltaico pari a 825.715 MWh/anno.
La misura più efficace

Confrontando i risultati del Superbonus con quelli delle altre misure, che comunque hanno contribuito all’efficientamento energetico degli edifici esistenti e hanno alleggerito il costo della bolletta energetica, oltre a diffondere una consapevolezza rispetto all’importanza del risparmio energetico, si capisce come mai la decisione del governo di eliminare il Superbonus potrebbe non essere la scelta migliore. I dati, infatti, parlano chiaro e mostrano che, nonostante i miglioramenti degli altri bonus e incentivi in termini di risparmio sia energetico che economico, il Superbonus rimane ancora oggi la misura più efficace per combattere la povertà energetica:
- il Bonus Casa nel 2024 ha fatto risparmiare 0,150 Mtep (meno di un decimo rispetto al Superbonus);
- l’Ecobonus ha portato un risparmio di 0,161 Mtep.