Ambiente ed ecologia, la crisi economica influenza la transazione ecologica?

Autore:
Elisabetta Coni

A quanto pare diventiamo eco-friendly solo in determinati momenti della vita, ovvero quando non abbiamo problemi a pagare le bollette e non siamo in crisi economica. Uno studio indica quando ci preoccupiamo maggiormente dell’ambiente e spiega perché la transizione ecologica va a rilento in determinate zone e si velocizza in altre.

Fotovoltaico ed eolico
Maria Maltseva / Pixabay

Un problema che coinvolge tutti ma che viene affrontato come una vera e propria emergenza temporanea quando invece è reale e strutturale. Tuttavia, diventiamo più green quando stiamo bene economicamente.

Ci interessiamo delle fonti di energia rinnovabili, raccolta differenziata e soprattutto si adotta uno stile di vita e un modello di consumo più sostenibili.

A rivelarlo Jonas Peisker, ricercatore che lavora per il progetto IIASA Population and Just Society.

Lo studio verte ad analizzare come mai non c’è una costanza nel mantenere una coscienza green e quindi che cosa spinge ogni cittadino di ogni Paese europeo ad attivarsi o meno per una vita ecosostenibile e su come essere a minor impatto ambientale. Ogni azione che facciamo infatti ha una conseguenza sull’ambiente e sul clima.

Quanto siamo green? Cosa influenza la transazione ecologica

Fonti di energia rinnovabile
Maria Maltseva / Pixabay

Per mettere a confronto i vari Paesi e capire come i cittadini affrontano le tematiche green e quando diventano più ecosostenibili, si sono cercati i criteri principali di distinzione ovvero:

  • disuguaglianze;
  • livello di reddito;
  • caratteristiche geografiche.

Inoltre, il ricercatore ha adottato il metodo già utilizzato per il Bayesian Model Averaging, basandosi su 25 sondaggi Eurobarometro nell’arco di tempo tra il 2009 e il 2019. Ha combinato e confrontato i dati con: altri parametri ovvero:

  • economia del Paese;
  • popolazione;
  • geografia;
  • eventi metereologici.

I risultati non si sono fatti attendere. Si è visto chiaramente che la preoccupazione per la tutela ambientale è aumentata fino alla crisi del 2008 per quanto riguarda l’Europa settentrionale e occidentale. Dal 2008 si deve aspettare fino al 2018 per vedere un nuovo livello di preoccupazione tra i cittadini.

Eppure dal 2011 i cambiamenti climatici e le questioni derivate dall’ambiente sono stati sempre prioritari in tutta Europa, in particolare proprio nel Nord-Est. Nel Sud-Est invece, i livelli che si sono riscontrati sono rimasti bassi.

Quando ci preoccupiamo dell’ambiente? Ecco svelato

L’indagine ha messo in luce una triste verità: quando le persone non hanno problemi economici, pensano più green. L’indagine ha evidenziato che chi ha un reddito relativamente alto o quando l’inflazione raggiunge un basso livello, si risveglia la coscienza eco-friendly.

Del resto è capibile, visto che le priorità sono il caro energia, l’affitto e soprattutto la mancanza di lavoro o le materie prime con prezzi esorbitanti.

A proposito dell’aumento del costo energia, non risveglia una coscienza ecologica, ad esempio. Lo studio ha messo in luce che è il contesto socio economico a determinare il successo o meno delle politiche di transazione ecologica.

Ovviamente, anche i fattori ambientali possono influire ma in misura minore. Con disuguaglianza di reddito e del contesto, si influenza il sostegno alle specifiche politiche ambientali, soprattutto la transizione dalle tecnologie fossili a quelle fondate sulle fonti di energia rinnovabile.

A proposito di energie rinnovabili, vi invitiamo a dare una bella occhiata alla nostra guida sull’impianto fotovoltaico con tutte le informazioni su installazione, prezzi e prestazioni.