WWF: i botti di Capodanno sono una minaccia per l’ambiente
Non solo pericolosi, ma anche inquinanti: i botti tipici di Capodanno piacciono ma peggiorano nettamente la qualità dell’aria, tanto da far intervenire il WWF.

Secondo Eurostat le importazioni di fuochi d’artificio extra Ue sono scese di quasi 3 volte rispetto al 2019 e il 94% degli italiani si dichiara contro i classici botti di Capodanno. Tuttavia, nel nostro Paese si spendono ancora tantissimi soldi in questo,(come abbiamo potuto notare anche quest’anno) al punto che l’Associazione Pirotecnica Italiana vanta un giro di affari di 600 milioni di euro. Quindi cosa bisogna fare?
A rischio la salute di persone, ambiente e animali
Durano pochi minuti, ma il loro impatto è devastante. Tra fuochi d’artificio, fumogeni e cascate di luci, la qualità dell’aria peggiora nettamente a scapito della salute di persone, animali e ambiente. Basta dare un’occhiata al sito della Regione Lombardia per leggere quanto segue:
Nelle ore immediatamente successive all’utilizzo di fuochi d’artificio si registra un peggioramento dei valori della qualità dell’aria, anche con elevati picchi in atmosfera, in particolare di polveri sottili (PM10). La tipologia degli inquinanti prodotti dagli scoppi è nociva e contiene tra l’altro valori non trascurabili di potassio, stronzio, bario, magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, bromo, piombo. Poiché l’incremento delle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera e la loro permanenza nel tempo dipendono anche dalle condizioni meteorologiche, è particolarmente importante nel periodo invernale limitare al massimo i fuochi d’artificio.
In poche parole, solo a Milano, l’1 gennaio dello scorso anno, si sono registrati concentrazioni di PM10 superiori da 2 a 5 volte rispetto ai giorni precedenti o successivi.
L’intervento del Wwf
A risentire dei botti di Capodanno non è solo l’aria, ma anche e soprattutto ambiente e animali. Ecco perché il WWF, quest’anno si è rivolto ai sindaci, chiedendo loro aiuto:
Bisogna intervenire per vietare l’uso di quei prodotti che per dimensioni, rumore e gittata rappresentano un grave rischio e disturbo non solo per l’uomo ma anche per gli animali domestici e selvatici, tra cui tanti uccelli.
Secondo le stime, infatti, ogni anno in Italia sono almeno 5mila gli animali che muoiono proprio a causa dei botti di Capodanno. Così come precisa sempre il Wwf:
Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, anche rapaci, che spaventati perdono il senso dell’orientamento e fuggono istintivamente rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità. Altri abbandonano il dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti), vagano al buio alla cieca e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia.
Le possibili soluzioni
Dato che rendere spettacolare l’ultimo dell’anno fa sempre un certo effetto, si sta puntando sempre più su fuochi d’artificio silenziosi e sostenibili. In pratica, si sta lavorando su composti chimici nuovi e materiali biodegradabili, come in Germania: qui, per esempio, si sta eliminando la plastica per sostituirla con cartone riciclato.

Non solo, perché tra i vari Festival europei si sta diffondendo anche la pratica di utilizzare proiettori laser, droni luminosi e sistemi di illuminazione a LED al posto dei classici fuochi d’artificio. Il risultato non è esattamente lo stesso, ma potrebbe essere un ottimo compromesso per preservare la qualità dell’aria, la salute dell’ambiente e, soprattutto, la vita dei nostri animali domestici.