La qualità dell’aria in Italia è la peggiore d’Europa!

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 4 minuti

Le città italiane sono le più inquinate d’Europa, lo rivela uno studio pubblicato dall’Agenzia europea dell’Ambiente.

Smog
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La qualità dell’aria delle città italiane è la peggiore di tutta l’Europa. È l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) a rivelarlo. Per lo studio sono stati presi in considerazione i livelli medi di particolato fine (PM2,5) in 372 centri urbani con oltre 50mila abitanti in tutto il continente europeo. Così facendo, le città sono state divise in cinque categorie in base alla qualità dell’aria: buona, al di sotto di 5 μg/m3; discreta, tra 5 μg/m3 e 10 μg/m3; moderata, tra 10 μg/m3 e 15 μg/m3; scarsa, tra 15 μg/m3 e 25 μg/m3; molto scarsa, dai 25 μg/m3 in su.

I dati rilevati hanno evidenziato che le città italiane più inquinate sono:

  • Cremona, con 23,3 μg/m3,
  • Vicenza, con 23 μg/m3 e
  • Padova, con 22,7 μg/m3.

Inoltre, 27 città presentano una qualità dell’aria “scarsa”, mentre 29 hanno una qualità “moderata”.

Solo 5 città italiane presentano una qualità dell’aria “discreta”, e sono:

  • Sassari (6,2 μg/m3),
  • Livorno (7,8 μg/m3),
  • Savona (9,2 μg/m3),
  • Battipaglia (9,6 μg/m3) e
  • Siracusa (9,7 μg/m3).

La ricerca dell’Agenzia europea dell’ambiente

Smog
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Lo studio dell’AEA si è basato sui dati raccolti da parte di 500 stazioni di monitoraggio nei vari Paesi membri dell’organismo UE nel 2022 e 2023.

I risultati hanno dimostrato come solo 13 città europee presentino concentrazioni medie di particolato fine più basse rispetto al livello guida basato sulla salute dell’OMS, ovvero 5 μg/m3. Queste città, inserite nella categoria dei centri urbani con una “buona” qualità dell’aria, si trovano principalmente nel Nord Europa, ovvero in Svezia (Uppsala, Umeå, Norrköping e Stoccolma), Islanda (Reykjavik), Finlandia (Oulu, Tampere e Helsinki), Estonia (Tallinn e Narva) e Norvegia (Bergen), mentre due si trovano in Portogallo (Faro e Funchal).

La categoria delle città con qualità “discreta” (tra 5 μg/m3 e 10 μg/m3) raggruppa 169 città.

Nella categoria “moderata” (tra 10 μg/m3 – 15 μg/m3), invece, abbiamo, come accennato in precedenza, 29 città italiane, tra cui Roma, Genova, Salerno, Perugia, Firenze, Palermo, Napoli, Bologna, Trento, Catania e Ragusa.

Infine, nel gruppo di città con una “scarsa” qualità dell’aria (15 μg/m3 – 25 μg/m3), troviamo anche, oltre alle sopracitate Cremona, Vicenza e Padova, Venezia, Piacenza, Torino, Milano, Brescia, Bergamo, Verona, Treviso, Reggio Emilia, Parma e Ravenna.

I decessi causati dallo smog in città

City, Smog
Photo by jplenio – Pixabay

La qualità dell’aria è un fattore molto importante per la qualità della vita in città. Basti pensare ai dati presentati dall’AEA riguardo il numero di decessi nel continente europeo dovuti alla concentrazione troppo alta di particolato fine (253mila decessi registrati solo nel 2021). È pur vero che negli ultimi 18 anni la percentuale di decessi dovuti alla scarsa qualità dell’aria sia diminuita del 41%, ma lo smog resta il principale rischio ambientale per la salute dei cittadini europei che risiedono nelle aree urbane.

I dati che riguardano l’Italia, in particolare, sono molto preoccupanti. L’esposizione al particolato fine sarebbe la causa di quasi 47mila decessi nel nostro Paese, ovvero un decesso per PM2,5 su cinque.

Tra le malattie legate all’inquinamento atmosferico, quelle strettamente connesse all’esposizione al particolato fine sono la cardiopatia ischemica, l’ictus, il diabete mellito, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, il cancro al polmone e l’asma.