Una startup vuole portare il sole anche di notte: il progetto sembra uscito da un film di fantascienza
Una startup californiana propone di ricreare il sole di mezzanotte in tutto il mondo, e per farlo intende utilizzare un satellite sperimentale dotato di uno specchio che riflette i raggi e li proietta sulla Terra. L’obiettivo a lungo termine? La creazione di parchi fotovoltaici che funzionano anche dopo il tramonto.
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Nell’era moderna, l’energia solare rappresenta la principale alternativa rinnovabile ai combustibili fossili nella produzione energetica, e non stupisce che proprio su essa si stiano concentrando non solo i massimi sforzi, ma anche il maggior numero di progetti e innovazioni. L’ultima novità in questo senso arriva dalla California, dove un team di studiosi propone di lanciare un satellite sperimentale dotato di uno specchio gigante, per illuminare la Terra con la luce del sole anche dopo il tramonto.
Quello che si otterrebbe, è una sorta di sole di mezzanotte in tutto il mondo, ma direzionabile e gestibile. In poche parole, quindi, si potrebbe dirottare il raggio di luce dove necessario e, nel lungo periodo, pensare anche di realizzare parchi fotovoltaici che, grazie a questo sistema, riescono a rimanere operativi anche durante le ore notturne. Ecco come funziona il progetto e quali sono tutte le sue possibili applicazioni pratiche sia nel breve che nel lungo periodo.
Sole di mezzanotte in tutto il mondo

Il sole di mezzanotte è un fenomeno tipico dei Paesi nordici, dove in determinati periodi dell’anno il sole non tramonta mai e illumina il cielo anche nelle ore notturne. Partendo proprio da questo esempio già presente in natura, e combinandolo con la necessità sempre più impellente di trovare una fonte di energia rinnovabile in grado di sostituire totalmente le fonti fossili, un team di ricercatori californiani ha messo a punto Reflect Orbital, una startup che propone di illuminare la Terra con i raggi solari anche dopo il tramonto. Per farlo, ha chiesto alla FCC il permesso di lanciare in orbita un satellite sperimentale con uno specchio da 18 metri.
L’idea è quella di far operare il satellite in orbita terrestre bassa, a circa 625 km di quota e con un’inclinazione quasi polare di 88 gradi. L’obiettivo, invece, è quello di testare una tecnologia di riflessione della luce solare verso zone mirate della Terra. In poche parole, quindi, lo specchio non farebbe altro che riflettere la luce del sole sulla superficie terrestre, creando un’area illuminata di alcuni km di diametro, con una luminosità paragonabile a quella della luna piena. In particolare, l’azienda intende utilizzare questa tecnologia per diversi scopi:
- illuminare temporaneamente cantieri notturni,
- illuminare aree remote,
- fornire supporto durante operazioni di soccorso,
- estendere la produzione dei parchi fotovoltaici dopo il tramonto.
Luce solare anche di notte

Se il test dovesse funzionare, Reflect Orbital intende dare vita ad una vera e propria costellazione di 50.000 specchi entro il prossimo decennio. Per quanto possa sembrare futuristica, l’idea risale in realtà agli anni ‘70, quando l’ingegnere missilistico tedesco-americano Krafft Ehricke ne parlò per la prima volta proprio con l’intento di produrre energia solare extra. Successivamente, l’idea fu ripresa negli anni ‘90, quando un satellite russo sperimentale lanciò in orbita un riflettore per illuminare le città della Siberia.
Attualmente la FCC sta vagliando la proposta di Reflect Orbital, ma l’associazione DarkSky International, che critica già i satelliti Starlink, mette in guardia circa i rischi per l’ecosistema. Gli specchi, infatti, introdurrebbero una nuova forma di illuminazione artificiale di cui non si conoscono gli effetti su ambiente, fauna e osservazioni astronomiche. Non resta quindi che attendere, per scoprire se la FCC autorizzerà il lancio oppure no.