Una nuova mappa interattiva predice il clima del futuro

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Nasce The Future Urban Climates, una mappa interattiva che permette di consultare in anticipo il clima del futuro in migliaia di località nel mondo.

Cambiamento climatico
Photo by Tumisu – Pixabay

Alla fine di questo secolo, circa il 50% del pianeta Terra si troverà molto probabilmente a dover fronteggiare condizioni climatiche del tutto nuove. Già adesso la popolazione mondiale sta ricevendo un assaggio di quello che potrebbe diventare non tanto un’eccezione, quanto una routine: calore, incendi, ondate di freddo ed eventi climatici estremi in generale saranno all’ordine del giorno.

Cos’è The Future Urban Climates

Dall’esigenza di riuscire a prevedere, anche in linea di massima, il clima del futuro nasce The Future Urban Climates, una mappa interattiva elaborata sulla base dei dati rilevati dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), cioè il principale organismo scientifico sugli studi del clima.

In sostanza, l’app consente di conoscere in anticipo le temperature e la vegetazione di migliaia di località nel mondo e di individuare i luoghi dove già si verificano fenomeni climatici avversi ed estremi. In linea di massima, la mappa interattiva sembra affidabile, ma deve essere usata con parsimonia, perché alcune previsioni non sembrano, ancora, essere del tutto centrate: città come Milano, per esempio, nel 2080 risulterebbero mostrare le stesse temperature di Bellinzona, in Svizzera. Quindi fidarsi sì, ma con il beneficio del dubbio.

Come funziona The Future Urban Climates

La mappa è stata elaborata dagli ecologi dell’Università del Maryland (USA), che hanno messo in collegamento tra loro 40.581 luoghi abitati del Pianeta con località vicine ma poste più sud, dato che queste vivono già adesso condizioni climatiche che si prevede arrivino altrove in futuro.

Per fare un esempio: gli abitanti di New York, per conoscere quale clima vivranno nel 2080, devono spostarsi fino al Mississippi settentrionale, mentre chi vive a Shangai dovrebbe iniziare fin da subito ad abituarsi alle temperature del Pakistan settentrionale.

Per non parlare, poi, di Roma: secondo l’app, nel 2080, le estati romani potrebbero essere più calde di 5,9°C, con un clima molto simile a quello odierno di Berat, in Albania.

A spiegare meglio il funzionamento è Matthew Fitzpatrick, uno degli autori:

In 50 anni, le città a nord dell’emisfero settentrionale diventeranno molto più simili alle città del sud. In termini di clima che verrà, si sta tutto muovendo verso l’equatore: più ci si avvicina all’equatore, più ci sono sempre meno buone corrispondenze climatiche in posti come l’America centrale, il sud della Florida e l’Africa settentrionale. Non c’è nessun luogo sulla Terra rappresentativo di come saranno quelle regioni nel futuro”.

La zona X è quella equatoriale

Fitzpatrick ha attinto dai dati forniti dall’IPCC, che si basano su due diversi scenari climatici: uno ad alte emissioni, l’altro a emissioni ridotte. L’ecologo spaziale fa riferimento proprio all’equatore perché il 40% della popolazione, cioè 3,3 miliardi di persone circa, vive proprio in queste zone e si prepara a vivere in condizioni climatiche che non è possibile riscontrare in nessun altro posto della Terra.

Equatore
Photo by HeckiMG – Pixabay

L’obiettivo di Fitzpatrick e degli altri autori dello studio è semplice: simulare nel modo più pratico e realistico possibile le previsioni climatiche del futuro in modo da alimentare il dibattito sulla lotta al cambiamento climatico, con la speranza che si trovino al più presto soluzioni tanto efficaci, quanto efficienti.

Una nuova app predice il clima del futuro: foto e immagini