Tsunami: il pericolo non viene più solo dal mare
Uno dei fenomeni naturali più disastrosi potrebbe diventare un pericolo ancora più grande in futuro: lo tsunami non si verificherà soltanto in mare.

Nell’arco dell’ultimo secolo sono stati diversi gli avvenimenti che hanno scosso il mondo intero e che hanno avuto come protagonista il manifestarsi di uno dei fenomeni naturali più devastanti, lo tsunami. A partire dal terremoto di magnitudo 9 del 1952, che ha provocato sulle coste della Kamchatka l’abbattersi di onde alte 18 metri, passando per quello del 2004 a Sumatra che ha causato la morte di 230mila persone.
Impossibile non ricordare infine, le immagini dello spaventoso tsunami del 2011 in Giappone, durante il quale le onde fino a 40 metri hanno spazzato via intere cittadine. Eventi generati, per l’appunto, dagli spostamenti improvvisi di grande masse d’acqua marina, a seguito di frane sottomarine o terremoti. In futuro tuttavia, potrebbe non essere unicamente questa la loro origine. Il riscaldamento globale scatenerà delle conseguenze altrettanto pericolose al di fuori del mare.
Tsunami lacustri: i primi fenomeni e perché si verificano

Il geologo Bretwood Higman, durante una recente conferenza scientifica, ha lanciato l’allarme su una prospettiva che potrebbe intimorire il mondo intero. Gli tsunami marini, così come li conosciamo, non sarebbero gli unici pericoli che provengono dall’acqua. In particolar modo, si è puntata l’attenzione su fenomeni lacustri che si sono già verificati in alcune zone della British Columbia e dell’Alaska.
Ad esserne uno dei principali responsabili, è chiaramente il cambiamento climatico, a cui si aggiungono secondo i ricercatori, anche altri fattori. La diretta conseguenza dunque, è lo scioglimento dei ghiacciai, che provoca la caduta nei laghi sottostanti di grandi blocchi di ghiaccio a cui si uniscono residui terrosi che vengono accumulati durante la discesa.
Il risultato è il formarsi di onde anomale, che in questo caso non provengono quindi da movimenti del fondale marino, bensì dall’impatto di questi pericolosi massi. Episodi che, per il momento, restano piuttosto limitati, ma in futuro non si potrà stare tranquilli.
Il futuro degli tsunami lacustri nel mondo e in Italia

Gli tsunami hanno lasciato negli occhi immagini sconcertanti di distruzione, un risultato che tuttavia è stato molto meno drammatico nel caso di quelli lacustri che si sono verificati. La fortuna ha voluto infatti, che si trattasse almeno per il momento, di zone prevalentemente disabitate dalle persone. I danni dunque, non hanno avuto una grande portata né per quanto riguarda le costruzioni né per quanto riguarda gli individui.
Sorge spontaneo tuttavia, chiedersi se effettivamente il riscaldamento globale non potrebbe portare alla formazione degli stessi eventi anche il zone lacustri più frequentate o vicine a noi. Una possibilità che attualmente potrebbe apparire remota, ma che secondo il dottor Higman non è poi così lontana.
Uno dei casi più recenti e degni di attenzione è quello accaduto nel 2020 ad Elliot Creek. Dal lago, in cui si riversarono 18 milioni di metri cubi di materia a seguito di un’enorme frana, si sollevarono delle onde alte ben 100 metri.
Ma sono dei fenomeni a cui assisteremo anche in Italia? Per il momento è difficile dirlo, considerando che gli studi sugli tsunami lacustri si sono concentrati sul territorio americano.